Gazzetta di Modena

Sassuolo, l’album fotografico racconta la città un secolo fa 

Sassuolo, l’album fotografico racconta la città un secolo fa 

La capitale della ceramica nell’800 contava 6mila abitanti, oggi 40mila

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SASSUOLO. Cominciando a progettare queste puntate su Sassuolo, mi sono chiesto: “Da dove comincio? Dal fatto che è famosa in Italia e nel mondo per essere la capitale delle piastrelle di ceramica? Dalla sua lunga storia, dal suo passato di Comune e di piccola Signoria, prima sotto i della Rosa, poi con i Pio di Carpi e infine con gli Estensi?”.

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Alla fine ho pensato di partire dall'Unione Sportiva Sassuolo Calcio. Costituita nel 1920 (come ci mostrano vecchie immagini), milita in Serie A dalla stagione 2013-2014, e “gioca bene”, con un bravo allenatore e tanti ottimi giocatori, per lo più italiani (cosa rara!). Che peccato però non vederla al “Braglia”! Per seguirla bisogna andare a Reggio, a quello che oggi si chiama Mapei Stadium, perché Giorgio Squinzi, il patron di quella importante attività industriale legata al mondo della ceramica, l'ha comprato in fallimento dagli “Arsàni”, che pensavano che la “Associazione Calcio Reggiana”, solo perché fondata nel 1919, avrebbe lottato ad armi pari magari con la Juventus! Pazienza! Ci accontenteremo di SkySport, e guarderemo il Sassuolo sconfiggere i “cinesi” di Inter e di Milan. Sassuolo (è città dal 1995) conta oggi circa 40.000 abitanti su un territorio di 38,4 kmq. Nel 1861 erano 6.000, nel 1931 erano 11.000, dal 1951 al 1961 passarono da 15.000 a 23.000. Al 1º gennaio 2016 risiedevano nel Comune di Sassuolo 5.599 cittadini stranieri, ovvero il 13,7% della popolazione, provenienti da 83 diverse nazioni. Ha tre frazioni: Montegibbio, Salvarola Terme, San Michele dei Mucchietti, su cui torneremo.

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Quando nel 1859 venne effettuata la distrettuazione del territorio, Sassuolo fu definitivamente divisa da Fiorano, in precedenza sua frazione e da allora Comune autonomo. Due partiti si susseguirono al governo di Sassuolo dopo l'Unità d'Italia. Tra il 1860 e il 1902 fu governata da una giunta comunale liberal-conservatrice, a cui si devono la realizzazione del ponte Sassuolo-Veggia sul fiume Secchia (inaugurato il 29 settembre 1872) e di una strada che collegasse il paese con la frazione collinare di Montegibbio (1863). Nello stesso periodo furono costruite le ferrovie Sassuolo-Modena e Sassuolo-Reggio Emilia, inaugurate rispettivamente il 1° aprile 1883 e il 3 dicembre 1892. Fino all'avvento del Fascismo la giunta fu invece democratica. Arrivò la luce elettrica, la linea telefonica (1908), e furono costruiti l'asilo infantile, il palazzo delle Scuole (1909) e quello delle Poste.

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Ma soffermiamoci un attimo sul passato di Sassuolo.
Da Guido Della Rosa, padre di Manfredo e Tommaso, derivò la discendenza che governò il borgo fino al 1373, anno in cui un certo Manfredino Della Rosa fu sconfitto dagli Estensi.
Ma chi ha fatto la storia di Sassuolo (e anche di Carpi) è stata la famiglia dei Pio.
I Pio erano infatti dal Trecento Signori di Carpi. Nel 1496 Giberto II e Alberto III, cugini, essendosi scontrati più volte per il controllo di Carpi, chiesero l'arbitrato di Ercole I d'Este, di cui erano vassalli, per comporre il dissidio. L'anno successivo il duca deliberò che Giberto avrebbe dovuto cedere agli Este i suoi diritti sulla metà del feudo di Carpi e il feudo di Soliera, ricevendo in cambio l'investitura a signore di Sassuolo per sé e i suoi discendenti.

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L'ultimo signore di Sassuolo fu Marco III Pio. Il 10 novembre 1599, mentre si trovava a Modena, subì un grave attentato, morendo giorni dopo senza alcun erede maschio. Sassuolo quindi, passò nuovamente sotto il controllo degli Estensi.
“Alle ore 5½ di note, uscendo di castello il signor Marco Pio di Savoia accompagnato dal signor conte Ercole Cesis et signor Andrea Molzi et altri assai ch'erano al numero 30 persone, con due torze inanzi, quando furono da casa del magnifico Maurizio Villani … v'arivò un'archibugiata da gente ch'erano sotto la casa del istesso magnifico Maurizio Villani … subito ne fu sparate tre altre, che una dè nel pomo della spada che aveva dritto il signor Marco e vi aveva su il braccio, et ebbe tanta forza che lo storse verso il petto facendovi gran macadura da quella banda, e certo, s'il pomo non la teniva, questa sola bastava a mazarlo; n'ebbe una nel braccio sinistro che passò d'una banda l'altra, e certe altre al numero di sette”.

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Così ci racconta nella sua Cronaca Giovan Battista Spaccini, che così scrive il giorno della sua morte, il 27 novembre: “A ora mezza di notte passò a miglior vita il signor Marco Pio di Savoia nel castello di Modena, d'età d'anni circa 33, giovane di gran cuore et animo, litterato et de gran ingegno, se lo avesse così aplicato in buona parte, ma altiero et superbo; non stimando il mondo non sapeva che si fosse paura né pericolo, non facendosi troppo amare a questa città essendovi nemic-o capitale”.
Era stato Cesare d'Este a farlo ammazzare?
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
(75, continua)

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