Modena, la poetica di Pasolini e la figura della madre
Stasera e domani sera presso il Teatro delle Passioni va in scena “MA” spettacolo diretto dal regista, neo direttore della Biennale di Venezia, Antonio Latella con protagonista Candida Nieri....
MODENA. Stasera e domani sera presso il Teatro delle Passioni va in scena “MA” spettacolo diretto dal regista, neo direttore della Biennale di Venezia, Antonio Latella con protagonista Candida Nieri. Un lavoro ispirato alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini, produzione di Stabilemobile - compagnia Antonio Latella in coproduzione con il festival delle colline torinesi e in collaborazione con Centrale Fies, Nest. Un percorso nelle opere di uno dei massimi poeti del ‘900 attraverso il monologo dell’attrice.
Candida, come è strutturato lo spettacolo?
«Si indaga la figura della madre, in particolare la figura della madre nell’opera di Pasolini. C’è un’evoluzione e un'evocazione di tutte le madri che rappresentano la poetica del cinema e della letteratura di Pasolini. Ci sono tantissime sfaccettature e lo spettacolo affronta il tema del personaggio di Pasolini da una prospettiva meno consueta, non è tanto il personaggio pubblico che si cerca di esplorare, piuttosto un volto più intimo, si cerca di indagare più sul legame che sul personaggio pubblico del Pasolini intellettuale. Una prospettiva più intima».
La figura della madre rivive attraverso le opere di Pasolini, in che modo?
«È una sorta di confessione, di un dialogo immaginario in un monologo tra la madre e il figlio che non c’è più, si parla della perdita. Si cerca di evocare la figura della maternità nella sua poetica, è costellato di riferimenti alle opere di Pasolini e soprattutto al “Vangelo secondo Matteo” in cui recitò la madre stessa di Pasolini interpretando Maria. Diciamo che è quasi immediata l’identificazione tra la madre di Pasolini che interpreta Maria e la madre di Pasolini che ha perso il figlio in un morte così violenta e che ha lasciato tanti dubbi su cosa sia successo».
Come sarà allestita la scenografia e la parte musicale?
«La scenografia è pensata e realizzata da Giuseppe Stellato ed è una sorta di spazio non definito con pochi oggetti in scena. Tutto il teatro è aperto, c’è soltanto una grata: io siedo di fronte su uno sgabello. L’unico elemento protagonista in scena sono queste scarpe oversize, enormi, grandi scarpe che indosso. Anche l’elemento sonoro creato da Franco Visioli è molto importante nello spettacolo, inoltre ci sono delle incursioni del cinema pasoliniano».
Lo spettacolo è diretto da Antonio Latella, aveva già lavorato con lui prima di "MA"?
«Con Antonio ho iniziato a lavorare anni fa e questo lavoro arriva a un punto del nostro percorso insieme molto importante, mi ha affidato questo monologo molto intenso e difficile. Quando si lavora con lui c’è la necessità di un’adesione molto forte a quello che si racconta e si mettono in gioco molte cose di sé. Antonio chiede uno sforzo attoriale attivo in scena: è molto stimolante».
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