Gazzetta di Modena

Tra i colori di stupore e violenza 

di Michele Fuoco
Tra i colori di stupore e violenza 

All'ex Cinema Principe, fino a domenica, circa cinquanta opere di Arturo Bosetti 

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MODENA. E' il colore ad evocare il senso di luoghi, cose e figure umane che Arturo Bosetti presenta, fino a domenica, all'ex Cinema Principe. Un colore destinato a frantumarsi in una variegata gamma, come elemento selettivo e manifestazione immediata ed emotiva di realtà persino complesse, come il quadro ad acquarello che mette insieme elementi di monumenti dell'antichità della Grecia, di Roma, della Sicilia.
L'artista di Udine, che vive e lavora a Modena da decenni, per aver frequentato l'Istituto Venturi e poi l'Accademia di Bologna, è stato docente di disegno e storia dell'arte, per 35 anni, al Liceo Scientfico Tassoni, ma ha sempre praticato la pittura nelle diverse espressioni e tecniche, tanto da manifestare grande familiarità con l'acquarello, l'olio, il pastello e le tecniche miste. Senza escludere il disegno che diventa decisivo fondamento di ogni sua opera che riesce a dare significato alle esperienze anche delle piccole cose. E nel colore l'immagine non rinuncia alla disciplina, all'equilibrio formale, anche quando sembra svolgersi in una dimensione informale. La tessitura cromatica sostanzia il quadro per un massimo potenziale di linguaggio, capace di di far affiorare i vari aspetti dell'esistenza. Il colore esplode per indicare i segni, le ferite, le mutazioni che la violenza d'oggi porta a livello internazionale; le differenze sociali indicate da un vuoto che divide i ricchi e i poveri.
Tutto è giocato sul colore che può recare il pathos, il terrore delle deflagazioni e frammentazioni sociali, ma può anche nutrirsi di accensioni, di luce per diventare, come vuole l'artista, "elemento fondante della visione" del Central Park di New York, del porto di Ravenna, dai nostri monti, di una una nevicata, di una marina, di un paesaggio dell'Appennino. Alle pareti anche un autoritratto e un ritratto della moglie, quasi a testimoniare un legame profondo con la tradizione figurativa. In una cartella le quattro stagioni, ad acquarello, sembrano dispensare la sacralità delle loro meraviglie. Nella pittura Bosetti ritrova sempre la stupefacente gioia del fare. Nella sua attività di artista rientra pure quella di scenografo e restauratore. Infatti, suo il restauro di due soffitti nell'ex-dependance vescovile di corso Canalchiaro, e di due opere di Gaspare Vanvitelli. Ha realizzato decorazioni per piastrelle e opere su pannelli ceramici. Sei illustrazioni delle vita di San Geminiano sono, dal 2010, nel patrimonio dell'Accademia di Scienze, Lettere e Arti. Sue opere anche nella chiesa della Madonna Pellegrina e parrocchiale di Baggiovara.

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