Modena, il Ballet du Grand Théâtre de Genève oggi al Pavarotti nella prima italiana di Carmina Burana
Il ritmo cadenzato e incalzante dei "Carmina Burana" pervaderà il Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" stasera alle 21, con la prima ed esclusiva italiana dello spettacolo portato in scena dal...
MODENA. Il ritmo cadenzato e incalzante dei "Carmina Burana" pervaderà il Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" stasera alle 21, con la prima ed esclusiva italiana dello spettacolo portato in scena dal "Ballet du Grand Théâtre de Genève" con una nuova coreografia di Claude Brumachon sul celebre brano di Carl Orff.
Tratto da un codice medioevale proveniente dal convento bavarese Benediktbeuern, da cui “burana”, la partitura di Orff è una riuscita trasposizione in musica di alcuni componimenti poetico goliardici attribuiti, per la maggior parte, ad anonimi “clerici vagantes”; componimenti scritti per lo più in latino, ma anche in medio alto tedesco e talora con tracce di antico provenzale. Parte della rassegna ModenaDanza, "Carmina Burana", con cinque scene principali della durata totale di un'ora senza intervallo, che mantengono la stessa denominazione attribuita da Orff alle varie parti della sua opera, evidenziano come la danza di Brumachon rinvii continuamente al ciclico alternarsi di situazioni e accadimenti, al moto incessante, minaccioso e ineluttabile della ruota del destino.
«Sono le immagini di un maremoto, di un dramma umano ispirato da un testo che, pur scritto nel Medioevo e malgrado la nostra lacunosa memoria, fa ancora parlare di sé nel XXI secolo», dice Brumachon, affermato coreografo francese per oltre vent'anni direttore presso il Centre Chorégraphique di Nantes, uno dei più importanti centri nazionali dedicati alla danza contemporanea. Legato da sempre alle arti figurative, Brumachon si è lasciato ispirare dai corpi plastici di Michelangelo e dalle sculture di Camille Claudel per riscrivere una delle pagine che più si sono prestate a letture coreografiche diverse, a partire dal 1937, anno della partitura di Carl Orff. Costumi sono a cura di «On aura tout vu» di Livia Stoianova e Yassen Samouilov, mentre i suggestivi giochi di luce sono a cura di Olivier Tessier. Agnès Izrine si è occupata della parte drammaturgica dello spettacolo. (Maria Vittoria Melchioni)
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