Gazzetta di Modena

La pittura è lava incandescente 

di Michele Fuoco
La pittura è lava incandescente 

Al Club La Meridiana di Casinalbo l'opera di Mario Giovanardi. In mostra cinque artisti 

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FORMIGINE. Astratta è la pittura che Mario Giovanardi presenta, fino all'11 maggio, a La Meridiana di Casinalbo: più razionale nelle opere degli anni '90, e più di connotazione informale nei lavori dell'ultimo decennio. Due percorsi che mettono in luce come la sua arte si esplichi in equilibrio nelle composizioni di 20 anni fa che il modenese (studi al “Venturi” sotto la guida di Vecchiati, Trevisi e Quartieri, e all'Accademia di Firenze) chiama “architetture del silenzio”, e come essa voglia trovare nuove strategie conoscitive nei dipinti più recenti. È la sabbia a nutrire, con tecniche miste e acrilici, i suoi quadri che, in passato, assumevano una solidità costruttiva in strutture monocromatiche, di equilibrio bilanciato di varie forme selettive, per scongiurare il terrore della loro presenza di incombente silenzio. Diverso il modo di comunicare con le opere del presente, dove l'immagine assume un movimento profondo in un tessuto cromatico materico, che si sostanzia di olio, declinando i colori dal nero al blu, dal grigio al bianco, come una lava incandescente che si perde all'infinito. Una variazione di soluzioni creative che pare indagare sull'essenza primordiale delle cose e sugli elementi generatori della realtà. Anche con le sue ceramiche, realizzate con una metodo di analisi puntigliosa presso la Bottega Gatti di Faenza, l'artista ama agire sui modi di una diversa conoscenza, affidandosi alla riflessione e alla sorpresa. Il linguaggio si impone con una vigile e distinta fisionomia. L'ultima personale di Giovanardi risale al 2008 alla sala Truffaut, con catalogo delle edizioni Emilio Mazzoli.
Nella mostra, a cura di Barbara Ghisi, esposte anche le opere di Adelco Cesari in arte Varren, Maria Luisa Stefanini, Rossella Reami, la reggiana Loretta Magnani, e il fotografo Alessio Buonazia. A sconfinamenti fantastici Varren (vive a Panzano di Campogalliano) porta i suoi quadri sagomati, le cui immagini, spesso geometriche, si fondano su materiali in legno e colori brillanti. I paesaggi della carpigiana Rossella Reami sembrano innestarsi in un pullulare di elementi naturalistici. Una certa spazialità la sanfeliciana Maria Luisa Stefanini conferisce alle differenti soluzioni rappresentative. Di flussi interiori e incroci immaginativi sono portatrici le opere di Loretta Magnani, di Correggio, che ha lavorato nel campo del cinema di animazione anche in Francia, Inghilterra e Germania. Fotografia sperimentale è quella del bolognese Alessio Buonazia che estrae dal paesaggio urbano particolari che si pongono come segni delle mutazioni.

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