“La ballata” di Wilde: Orsini e la Marini alle Passioni di Modena
«Riporto in scena insieme a Giovanna Marini e al regista Elio De Capitani - spiega il grande attore Umberto Orsini, 83 anni - “La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde per farlo...
MODENA. «Riporto in scena insieme a Giovanna Marini e al regista Elio De Capitani - spiega il grande attore Umberto Orsini, 83 anni - “La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde per farlo rivivere. E anche come omaggio al teatro delle Passioni per i 40 anni di Ert e all’ex direttore Valenti e all’attuale Longhi». Orsini domani, primo maggio, alle 17 sarà appunto alle Passioni con questo poema di Wilde: un testo meno noto di altri, un canto poetico che nella sua “semplicità” mette insieme bellezza e desiderio, rabbia e dolore.
Lo spettacolo ha al centro lo stesso grande scrittore, in carcere, condannato a due anni per omosessualità, che si rapporta idealmente con un giovane soldato condannato alla forca per l'assassinio della sua amante. Wilde lo ha visto nell’ora d'aria e quell’incontro lo porta ad immaginare una nuova vena che unisce i suoni, i colori, i pensieri e gli incubi e i corpi inappagati della galera con una certa luce di un amore trasfigurato. Il tutto reso tangibile sul palco grazie alla recitazione di Orsini e a cinque ballate di Giovanna Marini.
Orsini, il vostro spettacolo è una riflessione sul carcere e sulle conseguenze di una devastante esperienza?
«Sì è una vera riflessione il lungo poema che Wilde scrisse sulla sua esperienza di galera, dove vede questo soldato condannato a morte. Lo scrittore allora riflette sulla incomprensione di certi atti della giustizia umana che puniscono un uomo con la morte. Si tratta di un grido disperato e coinvolgente. Nel metterlo in scena nessuno aveva mai pensato a una cantante importante e impegnata come la Marini. Lo spettacolo interessa tanto che dopo Modena andiamo dieci giorni a Torino».
Com’è nata la collaborazione con Giovanna Marini?
«È nato per caso durante un altro spettacolo, l’Urlo di Pippo Delbono messo in scena grazie a Ert, ne quale recitavo un po’ di versi di quel poema. Abbiamo prima provato con una traduzione in italiano, ma non funzionava a causa delle rime amore/cuore che in inglese rendono molto diversamente. Giovanna quindi ha scritto queste cinque ballate in inglese, lingua che conosce bene».
Come funziona la vostra partnership?
«Molto bene, siamo due “vecchi” che possono permettersi, grazie al lusso della credibilità, di dire cose impegnative dal punto di vista morale. Penso che questa ballata non possa essere recitata da tutti: noi l’abbiamo impostata con un mio primo intervento, le ballate della Marini in inglese e ancora la mia conclusione».
Lei ha recitato a Modena molte volte, come le pare questo pubblico?
«Non apprezzo chi dice che i pubblici in fin dei conti sono uguali: c’è differenza tra chi magari legge solo Topolino, con tutto il rispetto e chi ha imparato a leggere altri libri. C’è poi un problema che riguarda molti teatri. Le Passioni sono un teatro piccolo e delizioso dove restiamo un solo giorno. E qui va bene così, ma in generale gli spettacoli, per aumentare il pubblico, debbono restare più giorni. La legge però obbliga un teatro nazionale a 240 spettacoli all’anno e così tutto diventa uno spezzatino e allora bisogna a volte ricorrere a spettacoli di grande consenso».
Sempre domani alle 18.30, al termine dello spettacolo, intervento di Paolo Crespi, autore di “Io vorrei. La lezione di Giovanna Marini” (Castelvecchi, Roma 2017) che intervista i due protagonisti dello spettacolo. Coordina Fausto Ciuffi.
Informazioni. Ingresso € 12 / 8,50, biglietteria telefonica 059.2136021 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, www.emiliaromagnateatro.com.
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