a camposanto e formigine
Spira Mirabilis, oggi e domani il nuovo progetto dedicato a Bach
FORMIGINE. Da una settimana i musicisti della Spira Mirabilis sono riuniti a Formigine per studiare un nuovo progetto che sarà presentato al pubblico - in occasione del Formigine Europa Festival...
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FORMIGINE. Da una settimana i musicisti della Spira Mirabilis sono riuniti a Formigine per studiare un nuovo progetto che sarà presentato al pubblico - in occasione del Formigine Europa Festival – oggi alle 21 a Camposanto nella chiesa di S. Nicola e domani alle 21 all’auditorium della Spira a Formigine. Si tratta di una delle sei cantate profane di Johann Sebastian Bach: Zerreisset, zersprenget, zertrümmert die Gruft del Zufriedengestellte Aoulus (Rompete, polverizzate, fracassate la caverna del placato Eolo), conosciuta come “L’Eolo soddisfatto”e catalogata come BWV 205. Bach la compose poco dopo il suo arrivo a Lipsia in omaggio al professor August Müller della locale università. L’argomento è preso dall’Eneide di Virgilio e si sviluppa in quindici movimenti in diverse tonalità, affidati a un organico importante: 3 trombe, 2 timpani, 2 corni, 2 flauti, 2 oboi, oboe d'amore, viola d'amore, viola da gamba, 2 viole, 2 violoni , 2 violoncelli, fagotto e basso continuo. Il canto è affidato a quattro personaggi allegorici: Pallade, dea della saggezza (soprano); Pomona, divinità protettrice della natura (contralto); Zefiro, che impersona la dolce brezza (tenore); Eolo, vento di tempesta (basso) interpretati dai solisti del Salomon’s Knot di Londra. L’opera si apre con il “coro dei venti”, una sinfonia che rappresenta lo scatenarsi della natura, affidato soprattutto ai fiati e ai timpani, dove il coro aumenta la tragicità del fenomeno sul quale Eolo ride soddisfatto. Zefiro implora poi Eolo di placarsi con la dolcissima e melanconica aria in si minore “Fresche ombre, mia gioia” accompagnata da viola d’amore, viola da gamba e continuo. Si aggiunge poi Pomona a cercare di placare Eolo con l’aria “Le gote rosse dei miei frutti”, accompagnata dal suono dolce dell’oboe d’amore, e infine Pallade con la struggente aria con cui si rivolge all’affascinante Zefiro” e al Grande re Eolo affinché la natura ritrovi il suo equilibrio. Eolo finalmente placato si unisce a Pallade nell’esaltare il professor August Müller con l’accompagnamento di due flauti traversi all’unisono. Eolo placa quindi i suoi venti con la prorompente aria “Zurükke, Zurükke” (indietro, indietro) sostenuta dalle trombe, dai timpani e dai corni. Si può dunque dare inizio alla festa dove la natura si prepara con un delizioso duetto tra Zefiro e Pomona. Il coro finale “Vivat August Müller “ ancora in re maggiore come quello iniziale esprime la gioia della festa e l’elogio del professore. L’esecuzione avviene con strumenti dell’epoca e secondo la prassi dell’intonazione di mezzo tono sotto l’intonazione di un moderno pianoforte.Alfredo Roma
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