Teatro in F.M. chiude con Garcia Lorca e la sua Bernarda Alba
MODENA. Si conclude la rassegna Teatro in F.M. Femminili Mascolinità prodotta dall’Associazione Anfitrione, ideata e diretta da Andrea Ferrari. Debutta stasera (e in replica domani), alle 21, al...
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MODENA. Si conclude la rassegna Teatro in F.M. Femminili Mascolinità prodotta dall’Associazione Anfitrione, ideata e diretta da Andrea Ferrari. Debutta stasera (e in replica domani), alle 21, al Cittadella, il dramma dello scrittore spagnolo Federico Garcia Lorca, “La casa di Bernarda Alba”. In scena una compagnia tutta al femminile del gruppo Master Anfitrione, formatasi dai laboratori di Didattica Teatrale: sul palco, Claudia Bossetti, Claudia Vezzelli, Cristina Fornaciari, Emanuela Euclidi, Emanuela Ferrari, Federica Genesini, Loredana Fornelli, Maria Luisa Masini, Maria Pia Cermelli, Marta Benincasa, Natalina Battipaglia, Simonetta Bevini, Stefania Natali e Vittoria Bergami. Opera scritta poco prima della morte dell’autore assassinato vicino a Granada nell’agosto del 1936. La sua prima rappresentazione avvenne a Buenos Aires nel 1945. Assieme a Yerma e Nozze di sangue, La casa di Bernarda Alba fa parte di una trilogia incentrata sul ruolo della donna e sulla sua sottomissione nella Spagna rurale degli anni Trenta. La vicenda si sviluppa intorno a un giovane e aitante personaggio maschile che però non appare mai in scena. La storia, ambientata in Andalusia, narra della tirannica Bernarda Alba che, in seguito alla morte del secondo marito, impone un lutto rigoroso a tutta la sua famiglia: alla vecchia madre, e alle sue cinque figlie nubili. Nessuna di loro potrà più uscire da casa. L’elemento del lutto è il pretesto per far emergere i sentimenti di facciata di un paese dove pettegolezzo, invidia e gelosia strisciano di casa in casa, con una religiosità radicata: la stessa religiosità che la Spagna ha vissuto nei secoli addietro e dove le condanne a morte degli eretici si sono svolte sino al XIX secolo; ma i possedimenti, il patrimonio, le invidie, le gelosie, i rancori prevalgono sul dolore del lutto.
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