Gazzetta di Modena

Tina Zuccoli, la maestra delle stelle 

di Stefano Luppi
Tina Zuccoli, la maestra delle stelle 

All’ex Fotomuseo Panini aperta la mostra “ReVisioni di un archivio fotografico”

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MODENA. Un luogo, la palazzina di via Giardini 160 che ospitò l’ex Fotomuseo Panini, che purtroppo oggi non è più tra le abituali frequentazioni degli appassionati di fotografia. Un peccato perché per i prossimi trenta giorni qui ci sarà un tesoro storico, la rassegna “ReVisioni di un archivio fotografico” che racconta la storia della maestra ed esploratrice romagnola Tina Mazzini Zuccoli. La cosiddetta “maestra delle stelle” perché divenne amica di alcuni noti astronauti come Grissom, Joung e Borman. Questa signora, scomparsa nel 2006, ha un forte legame con la nostra città, non solo perché insegnò alle elementari di Serramazzoni, Carpi e Rovereto di Novi. Ma anche perché a Tina Zuccoli è stato intestato l’archivio - di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio e gestito da Fondazione Foto - che racconta le numerose testimonianze di questa particolare figura di intellettuale che in vita produsse 16 libri. Con il marito Enzo Zuccoli, infatti, Tina viaggiò in tutto il mondo: in particolare dagli anni ’50 ai ’70 si recò spesso nell’Artico (a seguito di spedizioni scientifiche) e negli Stati Uniti, soprattutto alla base missilistica di Cape Canaveral. Da qui i coniugi tornarono sempre con numerosi materiali, soprattutto appunti e diapositive a colori esposti nella mostra curata da Silvia Vercelli e Andrea Simi oltre ad alcune videotestimonianze come quella alla figlia di Tina, Simonetta. La rassegna è suddivisa in cinque piccole sezioni, compreso un progetto fotografico del toscano Andrea Simi che ha scattato nei luoghi modenesi vissuti dall’autrice, in parte danneggiati dal sisma del 2012 o scomparsi nel corso dei decenni precedenti. In particolare Simi, ex allievo di Fondazione Fotografia, entro in dialogo con l’archivio, ricercandone connessioni e tracce materiali nel presente, con intenti conoscitivi e di reinterpretazione del reale modificato nel corso del tempo. La mostra, in quelli che un tempo erano i sotterranei della palazzina, ha senso anche perché ai piani superiori sono conservate le migliaia di fotografie dell’ex Fotomuseo. Inoltre questo appuntamento è il primo legato a Fotografia Europea di Reggio che quest’anno allarga la sua influenza a Parma, Bologna e appunto Modena. Il tema scelto è “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro” e si compone di numerosissime esposizioni che proseguono fino al 9 luglio. INFO. Fino al 4 giugno, orari: da lunedì a venerdì 9-13 e 14-17, ingresso gratuito, tel 059.224418, www.fondazionefotografia.org.

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