Gazzetta di Modena

Fabrizio Silei: a bimbi e ragazzi bisogna raccontare la verità

Fabrizio Silei: a bimbi e ragazzi bisogna raccontare la verità

Fabrizio Silei nasce a Firenze nel 1967. Diplomato all´istituto d´arte e laureato in Scienze Politiche, ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell´identità e...

3 MINUTI DI LETTURA





Fabrizio Silei nasce a Firenze nel 1967. Diplomato all´istituto d´arte e laureato in Scienze Politiche, ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell´identità e della memoria. Autore di albi, saggi, romanzi e racconti rivolti a bambini e ragazzi, nel 2014 vince il prestigioso premio Andersen come miglior scrittore con il Bambino di vetro, con la motivazione "la voce più alta e interessante della narrativa italiana per l´infanzia di questi ultimi anni".
Nel suo discorso di ringraziamento affermò che "non fosse stato per un’insegnante e per un tema particolarmente riuscito, sarei sempre rimasto un cretino". Cos'è successo, nel mezzo?
«Dopo sono trascorsi altri 28 anni, fino al primo libro pubblicato: il tema in classe è servito a farmi acquisire fiducia in me stesso e a smettere di considerarmi uno tra i bambini un po’ indietro nella mia classe. Il mio era un problema di autostima, legato al rapporto con mio padre, ma basta un insegnante che ti dà una pacca sulla spalla e un buon tema al momento giusto, per prendere quella fiducia che poi ti fa cambiare il corso delle cose, la percezione di te. È molto importante, da questo punto di vista, chi incontri sul tuo percorso. Per questo devo ringraziare anche mia madre, le storie che mi raccontava e il suo messaggio, che è stato “ora racconta tu, perché tu puoi". Nella vita, però, ho capito solo a 22 anni che i libri avrebbero potuto essere il mio demone da cavalcare, le vie di fuga da quello che era il destino cui andavano incontro tutti coloro che abitavano nella mia città, me compreso: la fabbrica. Ma sempre, ogni volta che c’era un problema, la scrittura è stata il mio modo di andare a suonare il campanello a Dio per chiedergli conto di quello che accadeva, per catalizzare le emozioni».
Scrive per bambini, adolescenti, adulti: come si fa ad arrivare a lettori tanto diversi?
«Ho un problema: mi annoio tantissimo e aspiro a vivere – ma, ovviamente, è un’illusione – più vite possibili, come se la mia non mi bastasse. La scrittura, allora, ti permette, sia da lettore che da scrittore, di attraversare più possibilità, vite, mondi, tempi storici e, quando penso a chi vorrei raccontare una storia, penso che preferisco rivolgerla a un bambino o a un ragazzo oppure ascoltarla da un vecchio, che sono le persone con cui vado più d’accordo, perché sono anche quelle che o ancora non corrono o hanno smesso di correre e credere che la vita sia questa corsa che facciamo nella nostra età di mezzo. Credo ci siano buone storie e cattive storie e che, se ho un bambino di 5 anni davanti, gliela racconto in un certo modo, se ne ha 13 in un altro quindi, ogni volta, basta immaginare a chi vuoi parlare».
Ha affermato che dobbiamo raccontare le novelle ai ragazzi senza dare loro l’impressione di farlo.
«Più che altro senza raccontare loro "novelle", perché farlo vuol dire sia narrare sia raccontare futilità, falsità. Occorre raccontare le storie, ma anche la verità. Per esempio, nel mio "Il bambino di vetro" il protagonista ha un piccolo amore alle elementari, ma poi finirà per sposare un’altra ragazza: chi di noi ha sposato la simpatia delle elementari? Se avessi raccontato il contrario, avrei raccontato una novella, una falsità, perché la vita non è così, nella vita sposi la ragazzina dell’amico che non guardavi nemmeno o che ti stava antipatica. Naturalmente quando si parla, ad esempio, di legalità, il concetto si amplifica nella sua importanza: non posso raccontare in un romanzo che lo Stato sconfigge la mafia, posso raccontare di Falcone e Borsellino e di quanto sia importante impegnarsi. Il contrario, non sarebbe giusto».
Valeria Cammarota

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google