Daniela e le “piume dell'anima”
di Michele Fuoco
Nello studio fotografico di Guerzoni, alla Pomposa, l'installazione della modenese Alfarano
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MODENA. Daniela Alfarano ha eletto la piuma ad elemento di elevazione non solo estetica, ma anche di culto. In essa la modenese trova suggestioni evocative, il sentimento dell'indicibilità delle cose che sembrano inutili. È la sensibilità sottile che le consente di portare, nella semplicità delle esperienze, alla salvezza le cose senza storia. La piuma è penetrata forse dall'amore per il rispetto della vita degli uccelli, ma si fa pure, nella sua leggiadra snellezza, allusiva, presenza d'intimità dispiegando veli di mistero, come suggerisce il titolo dell'installazione “Un giorno raccoglierò le mie piume e volerò via”, presso lo Studio Fotografico Rolando Paolo Guerzoni, in via Castel Maraldo 45 (piazza Pomposa). Disincantata è la ricognizione su queste piume, di cui l'artista non vuole disperdere la sensazione del meraviglioso, delle nostalgie che esse risvegliano nell'anima. E per accrescere il fascino, meticoloso e raffinato diventa il processo di realizzazione dell'immagine che si afferma nel bianco del foglio, sottratto alla grafite che lo rende nero nelle restanti parti. La figurazione pare dilatare la presenza della piuma in una sfera di trascendenza, in un vivissimo senso di spiritualità delle cose, in una dimensione catartica, tanto che Daniela riconosce, simbolicamente, il senso più autentico della propria arte, il suo cammino temporale di ricerca alla luce della tematica delle piume che si propone, un giorno, di raccogliere e volare via. «Sono dunque piume di angelo, quelle rappresentate - sostiene Andrea Losavio, direttore di D406 Fedeli alla linea, che ha realizzato la mostra - nei suoi disegni. Angelo, figura in perenne equilibrio fra umano e divino, quello stesso equilibrio fisico e spirituale che Daniela rende magistralmente con il suo volo silenzioso di piume. Equilibrio quale risultato di forze contrapposte che si fronteggiano, il peso leggero della piuma pare infatti dominare, seppur per pochi istanti, la ineludibile forza di gravità. Quiete e tensione, lievitazione e caduta, ma soprattutto luce e ombra: bianche le piume svelate da Daniela e nero grafite è lo spazio in cui fluttuano, evocative ed eteree». Con questa mostra, fino al 20 giugno (accompagnata da un catalogo-oggetto con una poesia di Paolo Donini “Istruzione per il montaggio delle ali”), si conclude il ciclo di installazioni site specific che la Alfarano ha presentato nel corso di degli ultimi due anni a Roma, Rimini (Biennale del Disegno), Amsterdam, Torino e Bologna. Tante le mostre importanti. E quest'anno l'artista è stata invitata ad esporre “Special Project” presso Setap di Bologna.
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