Gazzetta di Modena

Nomi storici e novità per esplorare  le vie della ricerca

Nomi storici e novità per esplorare  le vie della ricerca

MODENA. Anche la stagione del Teatro delle Passioni partirà con uno spettacolo inserito nella programmazione del prossimo VieFestival, pure questo di Levan Tsuladze, “La tartaruga” (ripresa di una...

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MODENA. Anche la stagione del Teatro delle Passioni partirà con uno spettacolo inserito nella programmazione del prossimo VieFestival, pure questo di Levan Tsuladze, “La tartaruga” (ripresa di una produzione Ert di grande successo, dal 3 all’8 ottobre). Per il resto, non si può certo dire che manchino nomi interessanti e di rilievo, da Marco Sciaccaluga (con “L’esecuzione” di Vittorio Franceschi coprodotto da Ert e Stabile di Genova, dal 7 al 19 novembre) a Nanni Garella (con “Fantasmi”, dal 21 novembre al 3 dicembre, e “Li buffoni”, che riprende la commedia dell’arte di Margherita Costa con gli attori di Arte e Salute, dal 6 al 28 marzo) alla coppia Vetrano/Randisi (“Totò e Vicè”, dal 26 al 29 ottobre) o ancora a Marco Martinelli (“Slot Machine”, sulla piaga sociale del gioco d’azzardo, il 17 febbraio) e Luigi Dadina (“Il volo-La ballata dei picchettini”, in cui rap, blues, rock, jazz si intrecciano per ripercorrere due storie di morti sul lavoro, il 3 febbraio), entrambi del Teatro delle Albe. L’intero cartellone comunque parla di un teatro alla ricerca di nuove identità e di contenuti e modalità che si aggiornano, come dimostrano la presenza di Matthew Lenton, pluripremiato regista britannico che anni fa abbiamo visto allo Storchi con “Interiors” e ora porterà in prima assoluta “1984”, dal capolavoro di George Orwell (dal 10 al 22 aprile) e quella di Gianina Carbonariu, la giovane eppure già acclamata regista e drammaturga rumena che quest’anno dirigerà il Corso di Alta Formazione dell’Ert e alla quale è affidato l’ultimo spettacolo dell’anno prossimo, dal 17 maggio all’1 giugno, “Work in progress”, occasione per coinvolgere i giovani interpreti cresciuti all’interno del corso e che in questi anni hanno contribuito a dare vita a spettacoli spesso straordinari. La stagione, che si preannuncia dunque ricca di stimoli, prevede anche “Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini (dal 31 ottobre al 5 novembre), “Fantasmi” di Davide Sacco e Agata Tomsic di Eros/Anteros (dal 5 al 17 dicembre), “Gioie e dolori nella vita delle giraffe” di Teodoro Bonci Del Bene (in prima assoluta, dal 13 al 28 gennaio, su testo di Tiago Rodrigues, il direttore artistico del Teatro Nacional Donna Maria II di Lisbona), il trittico “Rivelazione. Sette meditazioni intorno a Giorgione” (il 6/7 febbraio), “L’italiano è ladro” (l’8/9 febbraio) e “Magnificat” (il 10/11 febbraio) di Simone Derai degli Anagor, “Il contouring perfetto. I contorni ideali in cui vivere” di Francesca Merli e “Più Giù” di Stefano Ricci (dal 21 al 25 febbraio). L’idea ci sembra un po’ quella di promuovere un’indagine abbastanza profonda all’interno del panorama attuale della ricerca, con l’inserimento, accanto a nomi ormai storici, di altri che si presentano come vere e proprie scommesse: che è poi quello che da sempre, in fondo, cerca il pubblico del Teatro delle Passioni. La campagna abbonamenti sia per Passioni che Storchi al via dal 13 giugno.

A ndrea Marcheselli

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