Gazzetta di Modena

Se il muro non separa ma unisce 

di Michele Fuoco
Se il muro non separa ma unisce 

Alla Galleria Dislocata l’intervento di Linda Rigotti con materiali del territorio vignolese 

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VIGNOLA. Nasce dal rapporto con luoghi, cose e persone l'intervento “Impressione verde. Costruzioni aperte in equilibrio dinamico” di Linda Rigotti, fino al 18 giugno, alla Galleria Dislocata, in via Cantelli 3. Sei mesi di permanenza a Vignola per dialogare con abitanti, confrontarsi con il paesaggio e i suoi materiali, per instaurare un sistema di relazioni, per riflettere sui cambiamenti che l'architettura è stata capace di segnare, indicando la strategia di una possibile convivenza tra natura e ciò che è artificiale. Una ricomposizione di equilibrio tra organico e inorganico, muro e vegetazione, affidando all'arte il compito di ricomporre il dissidio. Per innescare questo dialogo, l'artista trentina ha indagato, con singolari modelli operativi, a Vignola su materiali di varia natura. «L'azione di Linda parte da lontano: raccogliere terra, scegliere canne palustri e sassi di fiume, in mesi di esperienza e osservazione. Non appena arrivata a Vignola in autunno scorso - dice la curatrice Lucia Biolchini - ha voluto conoscere le persone, capire con chi avrebbe potuto tracciare il percorso artistico su questo nuovo terreno. Con loro ha lavorato imparando, disposta a farsi condurre e sorprendere. Con loro ha costruito mattoni, arelle, muri». Infatti, la sua installazione si compone di mattoni di argilla che l'artista ha estratto sul fiume Panaro e cotta in una fornace del territorio; di un muro di sassi ingabbiati; di un'arella costruita con canne palustri e uno strato di scagliola, di un disegno raffigurante una pietra; di tre fotografie di boschi verdi; di un muro di mattoni, color verde. Un'operazione che l'artista ha condotto in galleria, un mese fa, come “cantiere aperto”, con la presenza di persone del luogo che conoscono i vari materiali impiegati, e di invitati. «Il verde del muro si connette - nota Tihana Maravic - ai boschi del nord, alla natura e alla selva selvaggia». E «quei muri sono - rivela l'artista - simboli di una “contro-architettura” basata su un tempo e materiali diversi da quelli comunemente utilizzati... Gli oggetti, i muri, tutto è carico di storie che io non so. Io osservo e dentro di loro si aprono squarci di tempi; il tempo moltiplicato». Possibili i rimandi all'abbattuto muro di Berlino che ha aperto all'Unione Europea, e a quelli di Trump che chiudono al Messico, come fa notare Raffaele Quattrone (in catalogo anche un testo di Elisa Del Prete), evidenziando che i muri di Linda non separano ma uniscono. All'opera della Rigotti hanno collaborato l'associazione Mezaluna, il frantoio Venturelli, l'impresa Edilmini e 3mc ceramiche.



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