I “Pirati” Ciciriello e Santoro nel Cortile del Palazzo dei Pio a Carpi
Carpi. Saranno quattro gli appuntamenti della seconda giornata della rassegna Concentrico
CARPI. Saranno quattro gli appuntamenti della seconda giornata di Concentrico, il 15 giugno a Carpi. Oltre allo spettacolo del Bus Theater, dalle 18 alle 24 in piazza Martiri, e a 20 decibel del Circo El Grito in piazzale Re Astolfo alle 21, il pubblico potrà assistere a Polvere, monologo de Il ServoMuto Teatro e a Pirati, spettacolo per ragazzi di Armamaxa Teatro.
In quest'ultimo evento, due naufraghi viaggiano su un’imbarcazione di fortuna, per compagni il mare, un violino, una fisarmonica, una botte di rhum e i propri fantasmi da annegare. Due condannati alla forca che raccontano di pirati e uomini liberi, capaci di decidere della loro sorte comune e di chi li guiderà nella tempesta. In programma alle 19.15 nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio, sarà animato dai masnadieri Giuseppe Ciciriello, attore, e Piero Santoro, fisarmonicista dei Folkabbestia che, con ironia e leggerezza, aiuteranno il pubblico a interrogarsi sui concetti di giustizia, legalità e regole. «Il progetto è nato dalla richiesta di un’amica di scrivere di questi temi - racconta Ciciriello - siccome io e Piero ragioniamo in maniera trasversale o, comunque, contraddittoria, nel percorso creativo ci siamo imbattuti nei pirati. La riflessione è partita dal fatto che l’educazione alla legalità, secondo il nostro punto di vista, significa poco se non passa attraverso un percorso di educazione alla giustizia sociale e alla creazione della regola condivisa. Da qui, abbiamo attinto alla bibliografia della pirateria ottocentesca e all’unico documento autografo esistente: un regolamento che disciplinava la vita sulle navi, vere comunità viaggianti, in base al quale "il capitano della ciurma viene eletto in libera assemblea e il voto di ogni uomo sulle questioni importanti riguardanti il bene comune ha il medesimo peso". Questi esperimenti sociali, quelli pirateschi - continua - si inserivano in periodi storici in cui non esistevano democrazie, ma solo imperi coloniali. Vivere sulle navi era un vero e proprio inferno, il capitano era investito da Dio per grazia ricevuta e decideva della vita di tutti: solo il carico era assicurato, per cui si poteva morire in qualsiasi momento, nell’indifferenza dei compagni». Ciciriello e Santoro hanno, dunque, immaginato due pirati che sono lì, non si capisce dove, uno che racconta, l’altro che suona. «All'inizio, il narratore tratta il pubblico come fosse la corte d’appello del processo - spiega - poi comincia a raccontare storie di pirati, vi si perde, arruola gli spettatori sulla nave».
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