MODENA
La pittura di grazia e ironia di Serra
All'ex Cinema Principe un omaggio all'autodidatta di Crevalcore
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È autodidatta, ma la sua opera è colta. Giuseppe Serra (1914-1993) non si è lasciato travolgere dalle avanguardie, dagli inizi anni '50, periodo in cui l'artista di Crevalcore ha iniziato a dipingere, ma ha preferito una pratica pittorica legata alla tradizione, con l'idea che “si possono tenere discorsi nuovi con parole antiche”. La mostra all'ex Cinema Principe, organizzata dall'Associazione Via Piave e Dintorni, rivela una preziosità coloristica, di rigenerazione dell'immagine di dolcezza nei nudi femminili; di audaci sviluppi, anche inquietanti, in “Cristo con prelati”, “morte di un gabbiano” e “cavalieri dell'Apocalisse”; di arguta ironia in “monaci” e “notabili”. Possibili i rimandi a Campigli, Casorati, Modigliani, Picasso, Maccari. Ma Serra ha amato anche Masaccio e Piero Della Francesca.
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