Gazzetta di Modena

C'era una volta a Modena

Soliera e il suo castello le foto raccontano il paese 

Soliera e il suo castello le foto raccontano il paese 

La rocca passata dai Campori alla parrocchia e infine all’amministrazione

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Chi voglia conoscere il passato di Soliera deve assolutamente sfogliare (e possibilmente leggere!) i due volumi (558 + 510 pagine!!) che don Francesco Gavioli dedicò nel 1992 a Soliera e il suo territorio. Storia e cronaca della vita di una comunità. Scriveva don Gavioli: “Soliera ha il diritto di avere tutta la sua “Storia” anche se modesta come questa che l'Autore dedica di cuore a tutti i Cittadini” (quando terminò l'opera aveva ormai 83 anni).

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15577676:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/07/05/fotogalleria/c-era-una-volta-a-soliera-i-volti-e-i-luoghi-del-secolo-scorso-1.15577676]]

Qui passava spesso l'estate nella “casa della famiglia Vecchi” il grande Ludovico Antonio Muratori, che così scriveva il 28 luglio 1693 a Benedetto Bacchini: “Mi chiedi forse cosa io abbia trovato qui a Soliera di bello? Una splendida dimora, un clima assai salubre, giardini eleganti, frequenti ombre, un isolamento che favorisce gli studi. Se io abusi di un soggiorno di tal sorta, non lo so. Studio, attendo con cura all'opera mia, prendo il fresco ...”. Soliera si estende su un territorio di 50,93 kmq e conta 15.500 abitanti.

Era una semplice “villa” del Comune di Modena, e tale rimase sino all'Unità d'Italia, quando divenne Comune autonomo. Le frazioni sono poche: Limidi, che confina con Carpi, Sozzigalli (confesso che non sapevo che si chiamasse così per l'unione di due “ville”, villa dei Sozzi e villa dei Galli), che confina con Sorbara, Appalto e Secchia, confinanti con Modena. Il Castello, per tre secoli di proprietà dei marchesi Campori, è il simbolo storico-architettonico di Soliera, a lungo contesa in età tardo medievale e moderna dagli Estensi, signori del Ducato di Modena e Ferrara, e dai Pio, signori di Carpi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15577613:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/07/05/fotogalleria/c-era-una-volta-a-soliera-quattro-passi-nel-paese-del-secolo-scorso-1.15577613]]

Si ha notizia di un castello a Soliera già alla fine del Trecento. All'interno del perimetro del castello a metà del Quattrocento venne costruita una rocca, una sorta di castello nel castello. Le mura difensive che cingevano al loro interno il borgo e la rocca erano a loro volta circondate da un fossato e la unica via d'accesso era posta a sud, munita di ponte levatoio.

Le fotografie degli inizi del Novecento ce ne danno ancora un'idea. Nel 1635 i marchesi Campori, ottenuto il feudo di Soliera, che mantennero fino all'epoca napoleonica, ampliarono l'edificio e fecero costruire il portico antistante il borgo, le sale interne vennero ornate con statue e sontuosi dipinti andati in gran parte perduti. Nel 1976 il castello fu venduto dalla ultima erede dei marchesi Campori alla parrocchia; successivamente, nel 1990 fu acquistato dal Comune di Soliera allo scopo di ristrutturarlo e trasferirvi la sede comunale e la biblioteca civica, a restauro completato (giugno 2007).

All'interno del palazzo Campori c'era un “oratorio domestico” che, ci dice ancora don Gavioli, “era ornato dal bellissimo quadro della Madonna del Correggio che è stato ultimamente rubato dalla Pinacoteca Estense” (era stato rubato il 23 gennaio 1992 dalla banda di Felice Maniero, assieme al ritratto di Francesco I di Velazquez e al trittico di El Greco. I quadri fortunatamente tornarono in Galleria a metà febbraio del 1995, anche se non tutti i dubbi sul furto sono stati risolti).

Numerose le residenze signorili di pregio architettonico sparse nella campagna circostante. Oltre al Casino Vecchi, in via Limidi sud, dove come abbiamo ricordato soggiornò Muratori, citeremo la villa Bassani-Benvenuti Messerotti-Razzaboni, lungo via Serrasina, in località Secchia al pari di villa Manzini, e villa Casarini-Ferrari in località Appalto, villa Cavazzuti a Limidi, villa Redeghieri a Soliera.

Un tempo chi andava a Soliera imboccando la strada per Carpi passava per l'Appalto e arrivava fino in paese. Oggi sale sul cavalcavia accanto all'enorme, nuova, Esselunga e arriva nella zona industriale. Lì in via 1° Maggio c'era l'Areilos (Soliera scritta a rovescio!), che produceva cucine a gas, fondata nel 1954 da Gianfranco Regnani e chiusa nel 2007.

Oppure prendeva il treno della linea Modena-Mantova-Verona, ma la fermata a Soliera non c'è più. La linea era rimasta interrotta per alcuni anni perché si pensava di realizzare un tronco per le sperimentazioni dell'Alta velocità. Nel marzo del 1992, per festeggiare il ripristino della linea, si fece compiere il tragitto a una vecchia vaporiera, ma il viaggio si interruppe a Soliera. “Il treno ha compiuto una sosta imprevista a Soliera dove è stato azionato il disco rosso perché in mezzo ai binari c'era il sindaco Gianni Cottafavi, il quale è salito per illustrare i motivi della protesta dei suoi concittadini perché il treno non effettuerà più la fermata a Soliera”.

P. S.

Gianni Cottafavi è stato in seguito un ottimo assessore alla Cultura nel Comune di Modena dal 1996 al 2004.

Quando era Sindaco di Soliera il suo Assessore alla Cultura era Annuska Raimondi, mia compagna di scuola al Liceo, ancora attivissima.

Un saluto a tutti e due.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google