Gazzetta di Modena

Battiato, quando la musica è incanto 

Grande recital del Maestro affiancato dal pianista “di casa” Carlo Guaitoli

2 MINUTI DI LETTURA





CARPI. Raffinato, colto, garbatamente divertente: il concerto che, domenica sera, Franco Battiato e la Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra hanno proposto nella prima delle cinque serate dedicate alla grande musica italiana, non ha deluso le aspettative. Una Piazza dei Martiri gremita, che ha sancito il sold out per il grande artista siciliano, accompagnato dal carpigiano Carlo Guaitoli, pianista da anni al suo fianco che, per l'occasione, ha rivestito il ruolo di direttore d’orchestra. “Perduto amor”, il brano scelto per l'apertura dal maestro Franco Battiato, che fa il suo ingresso sul palco in perfetto orario e, da subito, incanta la platea. Seguono grandi successi quali “Come Away Death”, tratta dalla poesia di William Shakespeare intitolata Dirge of Love; “Niente è come sembra”, tratto dall'album “Il Vuoto” e titolo dell'omonimo film che vede proprio il maestro nelle vesti di regista; “Il Re del mondo”, una delle sue prime canzoni a trattare il tema delle illusioni nella vita dell'uomo, rifacendosi ad antichi miti esoterici; “Povera patria”, forse l'unica sua canzone politica nel senso più stringente del termine, che ha profondamente toccato gli ascoltatori i quali hanno più volte applaudito l'artista a scena aperta. La celebre “Prospettiva Nevskij”, “La cura” - scritta dal cantautore e dal filosofo Manlio Sgalambro - “I treni di Tozeur”, singolo del 1984 con Alice; “L'era del cinghiale bianco”: di successo in successo, l'epilogo del concerto ha scaldato gli animi e, dallo spazio antistante il palco, Battiato è stato sommerso dal calore del pubblico, assiepatosi in massa, in piedi, a cantare. È stata la volta di “Stranizza d'amuri”, considerata una delle più belle canzoni in assoluto della musica leggera italiana degli ultimi 50 anni: un inno del maestro, un bolero che cresce e sale, cantato in dialetto siciliano, tramite il quale Battiato pare dichiarare il proprio amore per il pubblico che, a sua volta, lo ama e lo segue. “Voglio vederti danzare” chiude il concerto. Franco Battiato, il maestro Carlo Guaitoli, la Royal Philharmonic Concert Orchestra di Londra, Angelo Privitera alle tastiere e alle programmazioni: gli ingredienti di una serata che lascia il segno.

Valeria Cammarota

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google