Vignola, le vecchie fotografie raccontano la terra dei ciliegi
Nelle immagini del secolo passato il paese cresciuto sulle sponde del Panaro
Bellissimi affreschi decorano le sale del piano terra (sala dei Leoni e dei Leopardi, sala delle Colombe e sala degli Anelli) e alcune stanze al primo piano (sale delle Dame, sala degli Stemmi e sala dei Tronchi d'Albero). Nella Cappella della Rocca si può ammirare il prezioso ciclo di affreschi tardogotici commissionato da Uguccione Contrari. Altro splendido ambiente affrescato è la sala del Padiglione, che deve il nome alla rappresentazione di una grande tenda, con i lembi aperti e finemente decorata, davanti alla quale sono raffigurati due personaggi, probabilmente Battistina Campofregoso e Ambrogio Contrari.
Negli ultimi decenni è stato messo in opera un attento e scrupoloso lavoro di restauro che ha consentito il recupero sia architettonico che pittorico del castello. Dal 1998 è di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola.
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Ma è la ciliegia che porta il nome di Vignola nel mondo, fin dagli anni Trenta.
Per promuovere, tutelare valorizzare ed estendere la produzione e il commercio della ciliegia di Vignola e delle zone aggregate, il 16 dicembre 1965, su basi volontarie, nasce il “Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola”.
La raccolta delle ciliegie inizia solitamente ai primi di giugno.
L'abilità del raccoglitore consisteva nel posizionare e legare in modo corretto le alte scale e nel modo di raccogliere la ciliegia senza danneggiare il frutto e privarlo del gambo. Il raccoglitore si avvale del cavàgn che è un contenitore in vimini che si appende con un gancio ai rami dell'albero o alla scala. Costruita artigianalmente con legno stagionato e formata da due lunghi, robusti ed esili pali a cui vengono infissi i pioli, può raggiungere i 10-12 metri di altezza.
I vagoni trainati sulla via ferrata Vignola-Modena da uno sbuffante locomotore hanno segnato la prima storia della ciliegia vignolese in Europa. Fino al 1927 circa, infatti, i treni celeri di derrate provenienti dal Meridione e dalla zona adriatica passavano per la stazione ferroviaria di Modena. Essi raccoglievano, senza particolari aumenti di tariffa, i vagoni che si formavano a Vignola per trasportarli direttamente al Brennero. Poi il treno venne abbandonato e la ciliegia viaggia oggi soprattutto in T.I.R. A Vignola l'esportazione della ciliegia prende avvio negli ultimi decenni dell'Ottocento: la ditta Domenico Soli, fondata nel 1884, intorno al 1885 spediva già le sue prime ciliegie al Nord e in particolare in Germania.
Cent'anni fa il mercato era rappresentato dalla piazza del paese. Solo nel 1928 nasce lo spazio fisico del mercato, e dagli anni Trenta il mercato ortofrutticolo è diventato il fulcro della vita industriale-commerciale di Vignola. Il nuovo mercato permetteva ai produttori della zona di accedere a locali comodi e sicuri vicini al luogo di produzione. Nel 1992 è stato aperto un nuovo mercato ortofrutticolo, che utilizza più moderni sistemi di vendita (a base d'asta), di pesatura e di trasporto.
Il numero delle aziende di commercializzazione, trasporto e trasformazione si è drasticamente ridotto, ma la frutta è ancora una risorsa importante, e oggi molti coltivatori vendono direttamente il loro prodotto.
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
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