Gazzetta di Modena

Her Skin: con voce e chitarra canto il mio sogno americano

di Nicola Calicchio
Her Skin: con voce e chitarra canto il mio sogno americano

Formiginese, 21 anni, spiega: «È il folk statunitense la mia fonte d’ispirazione» Figlia d’arte ha inciso due Ep e sta lavorando alla realizzazione del primo album

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FORMIGINE. Una voce innamorata del nord America, canzoni brevi ed essenziali, adatte ad un lungo viaggio notturno, accompagnate dalle note della chitarra o dell’ukulele. Questa è la cantautrice Sara Ammendolia, in arte Her Skin, che qualche giorno fa ha vinto, a Novellara, con la canzone “Cut Out the flowers”, l'edizione 2017 del Premio Daolio. Her Skin ha presentato un brano delicato e struggente che racconta di un amore non corrisposto. L'artista di Formigine ha già all'attivo due Ep, “Goodbyes and Endings” del 2015 e “Head Above the Deep” uscito lo scorso anno per Tempura Dischi. Sta lavorando al suo primo album.

«La vittoria al Premio Daolio - spiega Her Skin - è stata inaspettata e per questo ancora più bella. Tutti i finalisti erano molto bravi».

Chi è Her Skin?

«Sara Ammendolia, una ragazza di 21 anni che ama la musica e gira per l'Italia per proporre le sue canzoni e che spera di continuare a farlo a lungo».

Il tuo rapporto con la musica come è cominciato?

«Tutto è cominciato grazie al mio papà che suona e canta. In casa c'è sempre stato un clima musicale e quasi in modo naturale ho seguito le orme del mio genitore. Io sono autodidatta ed ho imparato da sola anche a suonare la chitarra. Ho provato per un paio di mesi a curare la mia voce con una insegnante ma poi per impegni vari ho lasciato».

Fai sul serio visto che hai già pubblicato due Ep.

«Il primo, “Goodbyes and Endings”, è nato quasi per caso; contiene le prime canzoni e l'ho registrato con Lorenzo Gaddi; il secondo, “Head Above the Deep”, è stato più curato perché mi sono accorta che la mia musica comincia a piacere. L'ho registrato in una mansarda insieme a Bruno Mari».

Sono stati prodotti da Tempura Dischi di cui sei parte integrante del progetto.

«Sono stata una delle fondatrici di Tempura Dischi. Con me ci sono anche Riccardo Malagola e Chiara Cassanelli. All'inizio hanno fatto del progetto anche i Muretto Rovers e Taste of Cindy. Tri Tubba è l'agenzia di booking che ha organizzato il mio tour in Sicilia. Un grazie lo devo a Lorenzo D'Antoni. L'idea è quella di dare la possibilità ad artisti modenesi di potersi esprimere».

È vero che stai lavorando al tuo primo album?

«Lo sto registrando per Riserva Indiana insieme a Davide Cari che ha arrangiato alcune mie canzoni rendendole più belle. Questa volta il disco sarà più corposo con l'aggiunta di alcuni strumenti, oltre alla chitarra».

Chi ha influenzato la tua musica?

«Sicuramente il cantante-chitarrista canadese Jay Malinowski. Ha inciso un album con chitarra e voce ed è quello in assoluto che preferisco. Poi ci sono Daughter, Cat Power, Lisa Hannigan, Bob Corn. Mi piacciano gli autori del Nord America con tracce folk».

Come mai scrivi in inglese?

«Perché è una lingua molto musicale e lascia libera l'interpretazione personale. In futuro potrebbe anche accadere di scrivere canzoni in italiano, ma non lo vedo nell'immediato».

Le tue canzoni sono brevi e immediate.

«Forse per non disperdermi troppo. Se ho da dire qualcosa mi piace farlo in modo breve e conciso. I miei brani parlano di storie che non hanno bisogno di troppe parole».

È vero che hai fatto un tour toccando anche la Sicilia da sola con la tua utilitaria?

«Alla vigilia della partenza avevo un po' di paura a spostarmi da sola, ma poi si è rivelata una bellissima esperienza. Un grazie va a Lorenzo D'Antoni, dell'agenzia Tri Tubba, che mi ha organizzato tutto il tour. Non ero mai scesa più giù di Firenze ed incontrare tante persone è stata una cosa positiva».

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