Gazzetta di Modena

Cranchi: «Luoghi e viaggi il tema per cantare delle migrazioni»

Cranchi: «Luoghi e viaggi il tema per cantare delle migrazioni»

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MODENA. Doppio appuntamento con la canzone d’autore di “Cranchi”, progetto musicale di Massimiliano Cranchi nato nel 2010 dall’incontro con Marco degli Esposti. Due appuntamenti, nell’ambito della rassegna “La via dei colori”, uno stasera alle 21.30 in Piazzale Torti e l’altro domani alle 19.30 nel parco di San Giovanni Bosco. La rassegna, realizzata dal Teatro dei Venti con il locale “Fusorari” e la Banca del tempo, va ad esplorare il concetto di confine, con le sue implicazioni poetiche e la sua carica evocativa. Un cantautore, Massimiliano Cranchi che, insieme alla sua band, propone un repertorio che spazia dalla canzone politica a incursioni poetiche nella vita quotidiana. Un artista che mantiene un forte legame con la tradizione della canzone e il tema del viaggio.

Che spettacolo porterà a Modena questa sera insieme alla sua band?

«Lo spettacolo sarà incentrato sull’ultimo disco che si chiama “Spiegazioni improbabili” e su alcune canzoni nuove che parlano di luoghi e viaggio. Ci ispiriamo anche alla migrazione italiana dei primi del 900 come la canzone nuova “La Boie” che ricostruisce le vicende, sempre all’inizio del Novecento, quando 100mila polesani e mantovani migrarono a causa di carestie e alluvioni verso l’America».

Tematiche come le migrazioni che attraversano la storia e arrivano fino ai giorni nostri...

«Esatto, sono tematiche che noi sentiamo molto nelle nostre canzoni, anche quella che ha scritto Marco, dal titolo “Il cantico”, del disco precedente, che parla di chi è meno fortunato. Una marea di italiani parte ogni giorno per migrare quindi non si deve andare a cercare molto nella storia. Abbiamo un sacco di migranti di varie etnie in Italia che non costituirebbero di per sè un problema; piuttosto il problema è dato da chi arriva con i barconi, spesso malato per le condizioni in cui viaggia. Se permettessimo a questa gente di viaggiare attraverso canali normali, invece che accettare un mercato della disperazione che li vede pagare cifre esorbitanti per fare un viaggio della speranza, ma in mano ad organizzazioni criminali, sarebbe tutto diverso. La paura invece prevale e fa sì che queste persone siano trattate come animali e che tutto questo stia diventando un problema epocale».

Insieme alla sua band ha già in programma un nuovo disco?

«Stiamo arrangiando dei pezzi sul tema del luogo, in senso lato, come sentimento, come luogo da raggiungere. Non c’è ancora il disco ma sarà molto diverso dall’ultimo che parla della mia storia. Qui invece cercheremo più sonorità e porteremo avanti questo progetto, suonando pezzi inediti e componendo il disco anche con i live».

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