Vignola: parole e musica svelano il Petrarca, poeta innamorato
di Chiara Bazzani
VIGNOLA. Oggi serata dedicata a Petrarca, omaggio al poeta che con i suoi versi ha segnato l'inizio della civiltà moderna. Il 20 luglio 1304 nasceva Francesco Petrarca: Marco Santagata, Mariangela...
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VIGNOLA. Oggi serata dedicata a Petrarca, omaggio al poeta che con i suoi versi ha segnato l'inizio della civiltà moderna. Il 20 luglio 1304 nasceva Francesco Petrarca: Marco Santagata, Mariangela Gualtieri e Massimo Bubola saranno insieme per ricordare il “poeta innamorato”, questa sera dalle 21 in Piazza dei Contrari a Vignola. L’appuntamento è a ingresso libero ed è un’anteprima della XIII edizione del Poesia Festival che si terrà dal 18 al 24 settembre prossimo.
Tra musica e poesia, la serata proporrà letture dal "Canzoniere" e un intervento critico di Marco Santagata, scrittore, critico letterario, professore di letteratura italiana a Pisa (tra le sue ultime pubblicazioni su Petrarca ricordiamo: “L'amoroso pensiero. Petrarca e il romanzo di Laura” - Mondadori, 2014, e “Il poeta innamorato. Su Dante, Petrarca e la poesia amorosa” - Guanda, 2017).
«Il Canzoniere è un libro molto particolare fatto mettendo insieme dei testi lirici che noi possiamo leggere "staccati" perchè sono del tutto autonomi, ma si possono leggere anche dall'inizio alla fine come un romanzo d'amore, che vuole proporre anche una tesi di carattere etico, e cioè che questo amore è colpevole e peccaminoso – ha spiegato Santagata - Uno dei fascini del libro consiste nel fatto che quest'uomo prova a liberarsi della passione irrazionale per rivolgersi al vero amore, quello per Dio, ma non ci riesce mai. C'è una mancanza di volontà, per cui la passione è più forte sia della razionalità sia della volontà, è una specie di dipendenza da cui non si riesce a uscire».
«Un'altra cosa interessante – prosegue Santataga - è che Petrarca parla d'amore, ma non parla solo d'amore, in realtà per parlare d'amore fa delle analisi interiori. È la prima volta che la poesia in occidente scava all'interno dell'interiorità, e mette a nudo cose per noi oggi estremamente interessanti e moderne. Parla molto spesso di una sorta di male di vivere. Petrarca non conosceva la psicoanalisi e dunque usava delle categorie etiche. Parla di accidia. L'accidia è un peccato perché è la mancanza di fiducia nella vita, e il cristiano invece deve avere fiducia nella vita. Ma tradotta in termini moderni l'accidia è la depressione. Ci sono, in questo Canzoniere, delle venature che noi leggiamo in chiave moderna, e che dovevano essere particolarmente drammatiche ai tempi di Petrarca, perchè c'è un fondo di incredulità. Dobbiamo sì tendere alla salvezza, ma esiste la salvezza? Traspare in tutto il libro la domanda "Esiste l'aldilà?", e questo ne fa un libro antico di estrema modernità».
La serata prosegue poi con interventi della poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri, che leggerà alcune sue poesie e alcuni sonetti di Petrarca. Infine Massimo Bubola, fine autore di liriche e canzoni chiuderà l'incontro in musica. «Siamo tutti debitori, sotto l'aspetto lirico e amoroso a Petrarca – ha commentato Bubola - Soprattutto per le sonorità nel verso di Petrarca, ricordiamo che la canzone è una parente nobile della poesia, è importante ribadire questa liason tra la poesia e la canzone. Petrarca era anche uno che cantava, scriveva cose che venivano musicate. Il nostro è un paese molto rigido, nel senso che anche quando ha vinto il Nobel Bob Dylan c'è stata una levata di scudi da parte dei letterati che non c'è stata da nessun altra parte nel mondo. Dylan è oggetto di studi e di tesi nelle Università, qui da noi sembrava che avessero dato il Nobel al primo sciocchino. È importante ribadire che c'è un legame profondo tra canzone e poesia. Petrarca è stato un grande esempio in questo».
Tra musica e poesia, la serata proporrà letture dal "Canzoniere" e un intervento critico di Marco Santagata, scrittore, critico letterario, professore di letteratura italiana a Pisa (tra le sue ultime pubblicazioni su Petrarca ricordiamo: “L'amoroso pensiero. Petrarca e il romanzo di Laura” - Mondadori, 2014, e “Il poeta innamorato. Su Dante, Petrarca e la poesia amorosa” - Guanda, 2017).
«Il Canzoniere è un libro molto particolare fatto mettendo insieme dei testi lirici che noi possiamo leggere "staccati" perchè sono del tutto autonomi, ma si possono leggere anche dall'inizio alla fine come un romanzo d'amore, che vuole proporre anche una tesi di carattere etico, e cioè che questo amore è colpevole e peccaminoso – ha spiegato Santagata - Uno dei fascini del libro consiste nel fatto che quest'uomo prova a liberarsi della passione irrazionale per rivolgersi al vero amore, quello per Dio, ma non ci riesce mai. C'è una mancanza di volontà, per cui la passione è più forte sia della razionalità sia della volontà, è una specie di dipendenza da cui non si riesce a uscire».
«Un'altra cosa interessante – prosegue Santataga - è che Petrarca parla d'amore, ma non parla solo d'amore, in realtà per parlare d'amore fa delle analisi interiori. È la prima volta che la poesia in occidente scava all'interno dell'interiorità, e mette a nudo cose per noi oggi estremamente interessanti e moderne. Parla molto spesso di una sorta di male di vivere. Petrarca non conosceva la psicoanalisi e dunque usava delle categorie etiche. Parla di accidia. L'accidia è un peccato perché è la mancanza di fiducia nella vita, e il cristiano invece deve avere fiducia nella vita. Ma tradotta in termini moderni l'accidia è la depressione. Ci sono, in questo Canzoniere, delle venature che noi leggiamo in chiave moderna, e che dovevano essere particolarmente drammatiche ai tempi di Petrarca, perchè c'è un fondo di incredulità. Dobbiamo sì tendere alla salvezza, ma esiste la salvezza? Traspare in tutto il libro la domanda "Esiste l'aldilà?", e questo ne fa un libro antico di estrema modernità».
La serata prosegue poi con interventi della poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri, che leggerà alcune sue poesie e alcuni sonetti di Petrarca. Infine Massimo Bubola, fine autore di liriche e canzoni chiuderà l'incontro in musica. «Siamo tutti debitori, sotto l'aspetto lirico e amoroso a Petrarca – ha commentato Bubola - Soprattutto per le sonorità nel verso di Petrarca, ricordiamo che la canzone è una parente nobile della poesia, è importante ribadire questa liason tra la poesia e la canzone. Petrarca era anche uno che cantava, scriveva cose che venivano musicate. Il nostro è un paese molto rigido, nel senso che anche quando ha vinto il Nobel Bob Dylan c'è stata una levata di scudi da parte dei letterati che non c'è stata da nessun altra parte nel mondo. Dylan è oggetto di studi e di tesi nelle Università, qui da noi sembrava che avessero dato il Nobel al primo sciocchino. È importante ribadire che c'è un legame profondo tra canzone e poesia. Petrarca è stato un grande esempio in questo».
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