Gazzetta di Modena

O’Neal apre “Coccobello” a Carpi: «Qui un’energia speciale»

di Valentina Corsini
O’Neal apre “Coccobello” a Carpi: «Qui un’energia speciale»

 Erano la scorsa domenica quando piazza XX Settembre a Modena è rimasta incantata dalla sua voce e dalla sua tecnica stilistica al pianoforte. Ora, questa sera, Johnny O’Neal, classe 1956,...

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CARPI. Erano la scorsa domenica quando piazza XX Settembre a Modena è rimasta incantata dalla sua voce e dalla sua tecnica stilistica al pianoforte. Ora, questa sera, 21 luglio, Johnny O’Neal, classe 1956, artista afroamericano originario di Detroit, in tour in Italia per promuovere il suo ultimo lavoro, “O’Neal is back”, apre la nuova edizione di Coccobello di Carpi accompagnato dai suoi musicisti. Il cd al centro del concerto è prodotto da Giulio Vannini, direttore artistico del Modena Jazz Festival, che ci ha introdotto al musicista.

«La storia di Johnny è da romanzo, sfortunata e fortunata insieme - racconta Vannini - nasce quale figlio di un musicista di Gospel e il suo primo approccio con la musica avviene grazie al padre nelle chiese di Detroit. Poi, a 17 anni, incontra la moglie da cui ha avuto ben 5 figli. Intanto la sua fama come pianista accresce e diventa popolare quando nei primi anni Ottanta, a New York, collabora con grandi artisti jazz. Infine agli inizi degli anni Novanta contrae purtroppo l’Aids e scompare dalla scena musicale per dieci anni».

Salvo poi farvi ritorno grazie all’aiuto di diversi musicisti per cui era diventato un punto di riferimento, come puntualizza ancora Vannini: «Appena dopo aver scoperto di essere malato, Johnny doveva aprire il concerto di una importante cantante ma si era sentito male. Una volta, al culmine del dolore, la febbre gli era salita a più di 40 ed era entrato addirittura in coma. La madre, disperata, si era avvicinata a lui pregando: “Ti prego, Dio, non prendere il mio bambino”. E lui, inspiegabilmente, si è risvegliato. Dopo di che la comunità di musicisti di New York, che gli ha sempre voluto un gran bene, lo ha riscoperto ed ha deciso di aiutarlo a rialzarsi e a fare concerti. Il suo ultimo lavoro, “O’Neal is back”, da me prodotto, segna quindi il suo ritorno ufficiale sulle scene». E così, fatte le dovute presentazioni, ci siamo seduti accanto a Johnny per farci raccontare proprio da lui la sua esperienza.

«Quando ero malato la mia musica mi è mancata - dice - anche se è sempre rimasta dentro di me, nel profondo. È un onore essere qui oggi, adoro l’Italia, per la sua grande cultura musicale, per l’entusiasmo della gente e anche per il buon cibo e le belle donne. L’energia e la gioia del pubblico emiliano e modenese mi hanno fatto sentire parte di questa città, e spero di ritrovarle stasera a Carpi».

Poi il Cinema, in cui è entrato dalla porta principale. «Quando la produzione hollywoodiana del film “Ray”, sulla storia di Ray Charles, mi ha telefonato per chiedermi di farne parte, credevo scherzassero - spiega - il giorno dopo, invece, ero già sul set a New Orleans dove sono rimasto tre giorni per le riprese. Nel film ho interpretato la parte del pianista Art Tatum suonando ben 4 pezzi. È stato un privilegio assaporare dal vivo il grande talento di Jamie Foxx, che nel 2005 è stato premiato con l’Oscar come miglior attore protagonista proprio per la sua interpretazione di Charles nel film, come emozionante è stato soprattutto riabbracciare la mia musica».
 

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