Gazzetta di Modena

Modena, serata brasiliana con le percussioni di Robertinho Silva

di Valentina Corsini
Modena, serata brasiliana con le percussioni di Robertinho Silva

Grande spettacolo di musica carioca con uno dei protagonisti della scena musicale del grande paese sudamericano

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MODENA. Dopo aver portato la sua musica coinvolgente e la sua simpatia e vitalità contagiose, tipiche dei popoli sudamericani, dal natio Brasile in giro per il mondo nei più importanti festival statunitensi, europei ed italiani, approda per la prima volta a Modena stasera. Quando scalderà l’atmosfera della terrazza del Baluardo della Cittadella, con gli inconfondibili ritmi brasiliani che hanno caratterizzato per più di 60 anni la sua carriera di musicista.

Lui è Robertinho Silva, 76 anni, uno dei maggiori percussionisti brasiliani degli ultimi decenni, che ha lavorato con importanti artisti, tra i quali anche Tom Jobim, autore del celebre pezzo di Bossa Nova “La ragazza di Ipanema”.

Lo incontriamo insieme a Mauro Cicchetti, direttore artistico del Brasil Festival di Bologna, arrivato quest’anno alla 15° edizione, e a Claudia Belchior, ballerina e danzaterapeuta, in un bar di San Giovanni in Persiceto. Che si trasforma come per magia in un chiringuito brasiliano tra sorrisi, poesie in portoghese che Robertinho ci dedica, qualche passo di samba e il racconto sulla sua vita.

«Sono nato in un piccolo paesino della zona est di Rio - afferma Silva – in uno di quei posti in cui chi ha un solo occhio, quando gli altri sono “ciechi”, diventa re. Il mio occhio è stato la musica, che ho imparato ad amare a 6 anni quando ad ora di pranzo i miei fratelli tamburellavano le mani sulla tavola e si divertivano a riempire delle scatole con dei granelli che facessero rumore. Il mio amore per il ritmo e le percussioni parte da lì. Vicino a casa mia, però, c’era una zona militarizzata e ricordo che i soldati mi dicevano: “Il tuo futuro è qui”. Quella è stata la molla che mi ha fatto dire: “No, il mio futuro è la musica”. Sono sempre stato ambizioso e così, dal mio paesino natale, sono arrivato a suonare nei club di Rio e Copacabana, fino ai principali festival musicali internazionali, in cui avevo sempre sognato di esibirmi».

Collaborando con grandi nomi del Jazz e della Bossa Nova: «Ho suonato la batteria per 30 anni con Milton Nascimento, che mi ha lasciato libero di creare. E grazie a lui ho conosciuto Jobim. Anche se - ammette scherzando - a differenza di quanto è accaduto a lui con “Garota de Ipanema”, io quando vedo una bella donna, soprattutto oggi, mi rattristo perché ormai ho perduto la gioventù. Poi gli Stati Uniti dove ho vissuto e collaborato con grandi artisti Jazz».

Il suo cuore è in Brasile: «A Rio vive mia moglie con i nostri quattro figli, tutti percussionisti e una figlia, e sempre a Rio ho fondato una scuola, “Centro Percussione alternativa”, per aiutare i bambini poveri, ma con talento, ad avere una possibilità di riscatto. Amo il vostro Paese, però, perché l’entusiasmo e il calore della gente italiana sono gli stessi di noi brasiliani. E stasera con Claudia, straordinaria ballerina, che ha fatto della danza una terapia per molti, Patricia De Assis, cantante, e il resto della band, Anderson Souza, Steve Girotti, Amauri Donevanti, spero di conquistare anche Modena».
 

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