Gazzetta di Modena

Carpi. James Senese è il re di “Mundus” coi Napoli Centrale

di Nicola Calicchio
Carpi. James Senese è il re di “Mundus” coi Napoli Centrale

Si intitola “O’ Sanghe” il concerto gratuito che il grande sassofonista James Senese con la formazione Napoli Centrale terrà lunedì alle 21.30 in Piazzale Re Astolfo

2 MINUTI DI LETTURA





CARPI. Si intitola “O’ Sanghe” il concerto gratuito che il grande sassofonista James Senese con la formazione Napoli Centrale terrà stasera alle 21.30 in Piazzale Re Astolfo. La serata rientra nell’ambito della 22esima edizione della rassegna musicale Festival Mundus organizzata da Ater in collaborazione con la Regione e tutti i Comuni partecipanti.

James Senese Napoli Centrale è formata da James Senese (sax soprano), Agostino Marangolo (batteria), Gigi De Rienzo (basso), Ernesto Vitolo (tastiere). È anche la band che ha registrato “Nero a metà” di Pino Daniele, forse il disco più famoso dello scomparso artista napoletano. “O’ Sanghe” (edito da Ala Bianca/Warner nel maggio 2016) ha vinto la Targa Tenco 2016 come miglior album in dialetto.

James Senese (classe 1945) in quasi cinquant’anni di musica, ha attraversato trasversalmente la canzone leggera italiana, il funk-jazz, il grande cantautorato. E’ una leggenda vivente, colui il quale ha dato uno dei primi ingaggi all’indimenticabile Pino Daniele, con cui collaborerà ed avrà amicizia vera sino al suo ultimo giorno. “O’ Sanghe” è un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo, mai fermo due volte nello stesso posto. All’interno del disco tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva. Funk, blues, venature jazz, e tanto mediterraneo, tanta Napoli nelle melodie, nelle storie raccontate; vita, lavoro, lotte quotidiane per la sopravvivenza, amore, fede. In “O’ Sanghe” c’è groove da vendere. A settant’anni compiuti, Senese si conferma come un artista senza tempo, con una riconoscibilità immediata ed un cuore intatto, che parla agli ultimi. «Perché O’ Sanghe? Perché rispecchia tutto il dolore della gente che soffre perché senza casa, senza lavoro, senza amore, senza presente e futuro – spiega Senese - Oltre ad avere un forte senso di ribellione e di riscossa nei confronti della società mi trovo sempre più spesso a combattere per i sentimenti perduti. Il mio canto oggi ha molto di religiosità perché nei miei testi mi rivolgo spesso a Dio per chiedergli il perché della nostra sofferenza, il perché dei nostri errori, il perché del nostro sentimento perduto, il perché la vita è un continua lotta piena di menzogne e cattiveria».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google