Gazzetta di Modena

Cinzia Mammoliti SABATO A CASTELVETRO 

Se il “principe azzurro” è violento la criminologa insegna a difendersi

di Monica Tappa

Violenze domestiche, stalking, insulti e aggressioni verbali. Sembra banale dire “è violento, vattene”. Invece entrano in gioco tantissimi fattori, dall’educazione ai sensi di colpa alla vergogna,...

3 MINUTI DI LETTURA





Violenze domestiche, stalking, insulti e aggressioni verbali. Sembra banale dire “è violento, vattene”. Invece entrano in gioco tantissimi fattori, dall’educazione ai sensi di colpa alla vergogna, dalla paura alla … abitudine. Perché anche stare male è un’abitudine.

Dimenticare se stessi, annullarsi piano piano, non voler vedere i segnali di pericolo, non sentirli, mentirsi, involontariamente. Il femminicidio (l’ultimo, purtroppo, risale a pochi giorno fa) è l’ultimo passo di una catena di orrori. Perché accade? E come imparare a riconoscere i segnali di malessere?

Qualche risposta si può avere a Castelvetro sabato grazie alla presenza di Cinzia Mammoliti, criminologa, docente di Psicologia per la Scuola Superiore dell 'Amministrazione dell'Interno e di Criminologia per il Polo Anticrimine Interforze, autrice di saggi sui “serial killer dell’anima” e tra i massimi esperti di manipolazione e violenza psicologica, che con quella fisica è imparentata stretta, che, nel salone d’onore della Cantina Settecani, tiene un corso sulla manipolazione relazionale.

Il maltrattamento psicologico, che sfocia anche, spesso, ma non sempre, in quello fisico, ma provoca danni gravissimi, è in aumento ma continua a restare un po' nella nebbia, non ha confini certi, non viene identificato.

Come esperta, per la sua esperienza, ci spieghi cos'è e perché è così difficile riconoscerlo e riconoscersi vittime di questo tipo di abusi?

“Si parla di maltrattamento psicologico, abuso o violenza morale – spiega Mammoliti - in tutti quei casi in cui le ferite prodotte su chi subisce non lasciano segni visibili in quanto l’oggetto della lesione è fondamentalmente astratto. Si tratta, invero, di sistema identitario, dignità, onore, decoro, libertà di pensiero e tanto altro ancora. L'abusante, soggetto spesso molto vicino all'abusato, frequentemente partner, parente, amico o collega, utilizza le leve emozionali del senso di colpa e della paura per ferire l’altro e lo fa attraverso la violenza verbale, l’umiliazione, la denigrazione, lo svilimento, il silenzio e varie altre modalità che uccidono giorno per giorno a fuoco lento chi le vive. Il fenomeno esiste da sempre, come esiste da sempre la violenza fisica, solo si è finalmente iniziato a parlarne di più. Riconoscerlo è tuttavia difficile perché le azioni messe in atto dagli abusanti sono molto subdole e se singolarmente considerate possono, a volte apparire prive di una particolare valenza negativa, innestate in un processo volto a torturare psicologicamente qualcuno, assumono tutt'altro significato. Purtroppo è la stessa vittima spesso che si accorge troppo tardi della sopraffazione che subisce senza riuscire neanche a dargli un nome”.

Il seminario del 5 agosto si intitola “basta subire: come uscire dalla manipolazione relazionale”. Quali saranno i temi toccati?

“Spiegherò cosa sia la manipolazione relazionale nei suoi vari contesti, fornendo anche un “identikit” del manipolatore relazionale, con una attenzione particolare anche sulla vittima e sulle leve emozionali di cui diviene schiava. Affronterò inoltre il tema della comunicazione del manipolatore e fornirò una infarinatura di tecniche e strategie per contrastare la comunicazione manipolatoria con esercitazioni pratiche e suggerimenti per uscire da relazioni disfunzionali. Non è un percorso semplice, ma è, letteralmente, salvifico”. (ndr per informazioni e prenotazioni allegracecchini@gmail.com)

Dopo una serie di saggi sui "serial killer dell'anima" hai recentemente pubblicato un volume dal taglio diverso, ironico, come testimonia anche l'immagine della copertina, e il titolo, volutamente / simpaticamente provocatorio " Perché l’amore è una favola - basta esserne convinte". Come mai questa scelta? A chi ti rivolgi e a chi ti sei ispirata?

“Ho voluto alleggerire un po' il carico per rendere gli argomenti dolorosi e pesanti che tratto fruibili anche ai completamente profani. La chiave umoristica mi è parsa la più efficace per sdrammatizzare un po' ma anche per rendere una certa categoria di donne più consapevole di quei campanelli d’allarme che potrebbero radicalmente dimezzare i brutti incontri. E’ rivolto a tutte quelle donne che cadono in trappole elementari per troppo romanticismo ma soprattutto eccessiva ingenuità. Analizzando una serie di storie realmente accadute cerco di aiutare ad aprire gli occhi a chi si ostina a cercare i principi azzurri nei farabutti”.

www.cinziamammoliti.it

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google