I Nomadi a Fanano 54 anni di canzoni e una nuova voce
di Nicola Calicchio
FANANO. Concerto dei Nomadi in Appennino promosso dalla Promos. Questa sera, martedì 8 agosto, alle 21, il gruppo emiliano si esibirà al Palaghiaccio (cancelli aperti dalle 18 e ultimi ticket ancora...
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FANANO. Concerto dei Nomadi in Appennino promosso dalla Promos. Questa sera, martedì 8 agosto, alle 21, il gruppo emiliano si esibirà al Palaghiaccio (cancelli aperti dalle 18 e ultimi ticket ancora disponibili alla cassa) e il ricavato della vendita dei biglietti verrà impiegato per la ricostruzione della fontana di Piazza Corsini. L'appuntamento vedrà il debutto, in territorio modenese, del nuovo cantante Yuri Cilloni che ha preso il posto di Cristiano Turato. E Yuri si esibirà davanti a tantissimi amici visto che è di Montese.
I Nomadi sono un gruppo molto coeso, dove da sempre, le esigenze della band vengono prima delle pur legittime aspirazioni dei singoli. Sembra dunque che l’uscita di scena di Turato sia stata una separazione consensuale, senza contrasti particolari, maturata nel tempo partendo dal fatto che quella dei Nomadi è una scelta di vita molto impegnativa.
«Terminato il rapporto con Cristiano - spiega il leader storico Beppe Carletti - abbiamo ascoltato Yuri e ci è sembrato molto “nomade”. Così Yuri è entrato a far parte del nostro progetto».
Ogni volta che i Nomadi salgono su un palco è sempre una nuova storia.
«Certo. Ogni sera è una nuova storia anche perché ci troviamo di fronte gente nuova. È da oltre mezzo secolo che giriamo l'Italia e spesso ci vengono a salutare persone che ci hanno visto per la prima volta tanti anni fa. È una cosa bellissima».
Il vostro non è solo un gruppo ma un vero e proprio progetto.
«È un'idea nata una vita fa e sono già passati 54 anni. Cambiano le persone ma le idee vanno avanti ed è una cosa unica. Non c'è nessun gruppo in cui si siano avvicendate tante persone come nel nostro e che continua a girare in lungo e in largo la Penisola. Della band originaria sono rimasto solo io. Alcuni compagni di viaggio sono volati in cielo ma la vita va avanti».
I Pooh dopo 50 anni si sono ritirati dai concerti mentre voi non vi fermate mai. Da dove nasce questa forza?
«La cosa più importante è divertirsi e non pensare mai di inseguire il successo. La cosa più bella è stare sul palco e noi ci stiamo bene. È un po' la nostra casa e io penso di andare ancora avanti».
Avete già tenuto diversi concerti questa estate. Come è stato accolto il nuovo cantante Yuri Cilloni?
«Benissimo, tanto è vero che il pubblico che ci viene ad ascoltare è in continuo aumento. Stiamo facendo più concerti dello scorso anno anche se non siamo in televisione, nelle radio e sui giornali. Il tam tam del popolo nomade non conosce ostacoli».
Il vostro zoccolo duro sono i fan club. Quest'anno sono ben due i raduni programmati. Che ci dici?
«Ne abbiamo già fatto uno in Calabria per gli amici del Sud e presto ne faremo un altro in Piemonte per il popolo del Nord. Abbiamo tanti fan sparsi in tutta Italia e questo vuole dire che abbiamo seminato bene. Bisogna anche andare incontro alle persone e non solo aspettarle».
Nel 2013 Guccini ha scritto per voi una canzone per il cinquantennale del gruppo. Quando la potrà ascoltare il popolo nomade?
«Molto presto. Entro l'anno uscirà il nuovo disco e, tra una tappa e l'altra, siamo impegnati in sala d'incisione. Francesco scrive sempre delle belle cose e questa volta ci ha fatto un bel regalo. Credo che piacerà molto».
I Nomadi sono un gruppo molto coeso, dove da sempre, le esigenze della band vengono prima delle pur legittime aspirazioni dei singoli. Sembra dunque che l’uscita di scena di Turato sia stata una separazione consensuale, senza contrasti particolari, maturata nel tempo partendo dal fatto che quella dei Nomadi è una scelta di vita molto impegnativa.
«Terminato il rapporto con Cristiano - spiega il leader storico Beppe Carletti - abbiamo ascoltato Yuri e ci è sembrato molto “nomade”. Così Yuri è entrato a far parte del nostro progetto».
Ogni volta che i Nomadi salgono su un palco è sempre una nuova storia.
«Certo. Ogni sera è una nuova storia anche perché ci troviamo di fronte gente nuova. È da oltre mezzo secolo che giriamo l'Italia e spesso ci vengono a salutare persone che ci hanno visto per la prima volta tanti anni fa. È una cosa bellissima».
Il vostro non è solo un gruppo ma un vero e proprio progetto.
«È un'idea nata una vita fa e sono già passati 54 anni. Cambiano le persone ma le idee vanno avanti ed è una cosa unica. Non c'è nessun gruppo in cui si siano avvicendate tante persone come nel nostro e che continua a girare in lungo e in largo la Penisola. Della band originaria sono rimasto solo io. Alcuni compagni di viaggio sono volati in cielo ma la vita va avanti».
I Pooh dopo 50 anni si sono ritirati dai concerti mentre voi non vi fermate mai. Da dove nasce questa forza?
«La cosa più importante è divertirsi e non pensare mai di inseguire il successo. La cosa più bella è stare sul palco e noi ci stiamo bene. È un po' la nostra casa e io penso di andare ancora avanti».
Avete già tenuto diversi concerti questa estate. Come è stato accolto il nuovo cantante Yuri Cilloni?
«Benissimo, tanto è vero che il pubblico che ci viene ad ascoltare è in continuo aumento. Stiamo facendo più concerti dello scorso anno anche se non siamo in televisione, nelle radio e sui giornali. Il tam tam del popolo nomade non conosce ostacoli».
Il vostro zoccolo duro sono i fan club. Quest'anno sono ben due i raduni programmati. Che ci dici?
«Ne abbiamo già fatto uno in Calabria per gli amici del Sud e presto ne faremo un altro in Piemonte per il popolo del Nord. Abbiamo tanti fan sparsi in tutta Italia e questo vuole dire che abbiamo seminato bene. Bisogna anche andare incontro alle persone e non solo aspettarle».
Nel 2013 Guccini ha scritto per voi una canzone per il cinquantennale del gruppo. Quando la potrà ascoltare il popolo nomade?
«Molto presto. Entro l'anno uscirà il nuovo disco e, tra una tappa e l'altra, siamo impegnati in sala d'incisione. Francesco scrive sempre delle belle cose e questa volta ci ha fatto un bel regalo. Credo che piacerà molto».
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