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Mundus, a Palazzo dei Principi Zamboni racconta la sua Berlino

Mundus, a Palazzo dei Principi Zamboni racconta la sua Berlino

CORREGGIO. Si intitola “Nessuna voce dentro - Berlinomillenovecentottantuno” il concerto - ingresso 2 euro - che il musicista Massimo Zamboni terrà, alle 21.30 di oggi, nella cornice del Cortile del...

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CORREGGIO. Si intitola “Nessuna voce dentro - Berlinomillenovecentottantuno” il concerto - ingresso 2 euro - che il musicista Massimo Zamboni terrà, alle 21.30 di oggi, nella cornice del Cortile del Palazzo dei Principi a Correggio (Re), nell’ambito della 22esima edizione della nota e apprezzata rassegna musicale Festival Mundus organizzata da ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna. Assieme a Zamboni (voce narrante, canto, basso), sul palco anche la cantante Angela Baraldi (voce narrante, canto) e Cristiano Roversi (tastiere). Il libro “Nessuna voce dentro” scritto da Massimo Zamboni è stato pubblicato da Einaudi nel maggio 2017. Un viaggio d’iniziazione nella tumultuosa Berlino del Muro e delle case occupate, dalla strada al palco, dal palco alla strada attraverso il racconto di un percorso esistenziale, quasi che ogni canzone possa dissolversi in un brano teatrale. È il 1981, Massimo Zamboni ha 24 anni, e più che scappare dalla provincia emiliana è alla ricerca di un indefinito sé. Berlino, in quella lunga estate, è una città di giovani e di musica, di voglia di futuro, di case occupate: un mix irripetibile di intensità e fragilità. E poi c’è il Muro. Entra in scena sommessamente, quasi soffocato dalla vitalità dell’esperienza cittadina, per poi impadronirsi dello spazio e del senso rivelandosi come autentico coprotagonista del racconto. Nella girandola di situazioni, tra i giorni a servire ai tavoli di un ristorante italiano e le notti a inseguire il sogno più underground, si fa strada la consapevolezza che sia pressoché impossibile uscire dal proprio guscio identitario. La riduzione teatrale del libro “Nessuna voce dentro” (Einaudi, maggio 2017) mette in scena quella Berlino, grazie alle parole del libro e alle canzoni di un'epoca in cui la musica viveva di piena identificazione con la vita e la storia: Lou Reed, Jim Morrison, DAF, Fehlfarben, Nico, Einsturzende Neubauten, Kim Carnes. Perfette colonne sonore per tutti coloro che agli inizi degli anni '80 andavano a Berlino con la stessa intensità con cui gli eroi di Allen Ginsberg “andavano a Denver, morivano a Denver, ritornavano a Denver e aspettavano invano”. L’uomo è condannato alla storia e la Berlino di oggi sente la mancanza di quei suoi eroi perduti. Ma non saranno le lacrime a consegnarci un mondo migliore. Tra le istruzioni impartite da quella Berlino, la parola Tuwat forse è stata la principale. “Fa' qualcosa”. Gute Reise. Prossimo appuntamento con il Festival Mundus: giovedì 10 agosto alle ore 21.30 in Piazza Fontanesi a Reggio Emilia - ingresso libero - con il concerto del chitarrista Francesco Diodati assieme agli Yellow Squeeds.

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