Brunori Sas: "Canto le paure dei nostri tempi"
Brunori Sas è una delle realtà più interessanti nel panorama musicale italiano, un artista con uno stile originale e ben identificabile che ha da subito incontrato il favore del pubblico. Un...
MODENA . Brunori Sas è una delle realtà più interessanti nel panorama musicale italiano, un artista con uno stile originale e ben identificabile che ha da subito incontrato il favore del pubblico. Un apprezzamento che sta ampliando anche nella dimensione live. Dopo il successo della prima parte del tour che ha conquistato ben 18 date tutte esaurite nei club più importanti d’Italia, il viaggio musicale di Brunori Sas prosegue con nuovi appuntamenti estivi.
Un viaggio che venerdì 1 settembre lo porterà alla Festa del Pd a Ponte Alto. I nuovi live estivi vedono uno show rinnovato e ampliato nel repertorio e nell’allestimento. Questi concerti sono l’occasione per riascoltare sia i brani storici del cantautore, sia i brani tratti da “A casa tutto bene”, il quarto album di inediti di Brunori Sas, uscito lo scorso 20 gennaio per Picicca dischi.
Anche negli appuntamenti estivi, Brunori è accompagnato dalla sua band storica, composta da Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth), Massimo Palermo (batteria, percussioni), Lucia Sagretti (violino). Nel suo ultimo disco Brunori si è preso molti rischi perché ha affrontato un tema molto delicato: quello della paura. «I tempi erano maturi per me – spiega l'artista calabrese – Il disco è una sguardo panoramico di quello che mi accade intorno. L'idea è stata quella di assecondare il presente mentre nei lavori precedenti ho rivolto la mia attenzione più al passato. Sicuramente è stato più difficoltoso per me il percorso che mi ha portato a parlare di certi argomenti».
Quali sono le paure di Brunori?
«Molte le ho messe nel disco. Ci sono più paure personali ma anche il genere umano vive di paure. Ciò che mi spaventa è perdere il senso di ciò che per me è l'essere umano. Bisogna anche essere bravi a non cadere nel tranello di un cinismo, di un disincanto che trovo improduttivo, ma cercare di trovare soluzioni alternative».
È anche un disco politico? «Probabilmente si. Mi interessava parlare di problematiche che in un certo senso hanno a che fare con il vivere sociale e di come ci rapportiamo gli uni con gli altri».
“A casa tutto bene” è uscito a tre anni di distanza dal precedente lavoro. E' vero che è nato nella solitudine dell'Aspromonte?
«In realtà non l'ho scritto in Aspromonte anche se è stato il luogo della mia ispirazione iniziale. In realtà io vivo in un'altra parte della Calabria. Però tutto è nato da un viaggio che ho fatto in Aspromonte che per me , da piccolo, era un luogo collegato alla paura per alcuni fatti di cronaca legati alla criminalità organizzata. Mi piaceva andare in un posto che nella mia fantasia era collegato alla paura. Tutto è partito da lì ma poi l'ho completato stando a casa oppure in giro nelle varie tappe del tour. Il lavoro finale è stato effettuato con un gruppo di amici in una masseria vicino a casa mia».
Tu continui a vivere in Calabria. Ti penalizza dal punto di vista artistico?
«Non penso proprio. Anzi, gli ultimi risultati mi hanno fatto capire che si può conciliare il lavoro pur non stando in una città. Io ho un'idea della scrittura e della composizione che mi avvicina di più ad un narratore e mi piace l'idea di raccogliere tutto in un luogo di solitudine. Anzi, forse mi è servito di più essere lontano da contesti musicali. Il mio percorso è fatto di concerti ma poi metabolizzo tutto a casa mia»
Il 30 settembre al Mei di Faenza Brunori riceverà il PIMI Speciale" Premio Italiano Musica per l'artista indipendente dell'anno per il valore dell'album, A casa tutto bene,
Nicola Calicchio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
