Masha, Ilaria, Giada: ora “La Dolce Vita” punta a Castrocaro
di Serena Fregni
In principio erano tre ragazze che condividevano la passione per il canto e la musica. Oggi Masha Salimi, Ilaria De Angelis e Giada Mercandelli sono diventate “La Dolce Vita”, gruppo rock sinfonico...
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In principio erano tre ragazze che condividevano la passione per il canto e la musica. Oggi Masha Salimi, Ilaria De Angelis e Giada Mercandelli sono diventate “La Dolce Vita”, gruppo rock sinfonico nato dall’idea del produttore Tony Labriola in collaborazione con il socio musicista Stefano Govoni. Tre artiste musicalmente diverse tra loro ma accomunate dall’amore per la musica. Masha, di origini persiane ma modenese d’adozione, viene dal mondo della lirica; Ilaria, da Spoleto, ha sempre lavorato nel mondo dei musical e ha fatto parte anche del cast di “Notre Dame de Paris” e la bresciana Giada, arrivata direttamente dal mondo dell’hip hop. Un mix vincente che le ha portate, l’11 agosto, proprio a Modena, ad accedere alla finalissima del prestigioso Festival di Castrocaro che si terrà il 26 agosto, in diretta da Castrocaro su Rai 1. Masha Salimi, una delle tre voci, racconta l’attesa per la finalissima e qualche curiosità sulla storia del gruppo.
Masha, come state vivendo queste giornate che precedono la finalissima?
«Le emozioni sono tante, oltre all’ansia. Per noi è una grande opportunità e ci giochiamo tutto. Sono anni che ci lavoriamo e siamo contente di essere arrivate fino a qui, anche se puntiamo vincere. Ci sono tante cose a cui pensare, dalle prove, alla scelta dei vestiti per essere pronte al meglio per quando saliremo sul palco di Castrocaro».
Lei viene dal mondo della lirica, un amore nato in Iran, a Teheran dove è cresciuta e che ha continuato qui a Modena. Da dove è partita la decisione di spostarsi?
«Ho sempre avuto la passione per la musica, fin da piccola. A 12 anni ho iniziato a suonare il violino, poi il pianoforte ma l’amore per la lirica è arrivato all’improvviso, dopo aver visto “Il Rigoletto” con Alida Ferrarini all’Arena di Verona. È stata un’illuminazione e da lì ho deciso di voler intraprendere questa strada. Ho iniziato a studiare lirica ed è stato proprio il mio maestro armeno a consigliarmi di trasferirmi in Italia, patria della lirica, per studiare al meglio. Da lì la scelta di Modena è stata semplice, da Pavarotti a Mirella Freni è la città che vanta una cultura della lirica straordinaria e così mi sono trasferita qui. Ho studiato al conservatorio, tra Modena e Reggio Emilia e oggi amo molto questa città che mi ha dato tanto, è a misura d’uomo, tranquilla ma allo stesso tempo culturalmente attiva e con una lunga storia».
Come sono avvenuti l’incontro con Ilaria e Giada e la creazione del trio “La dolce vita”?
«Tutto è nato grazie a Tony Labriola, un grande musicista e produttore, ha lavorato con i “big” della musica tra i quali gli U2. Lui voleva creare un gruppo internazionale con generi diversi e così, insieme a Stefano Govoni, altro musicista, hanno pensato di unire tre personalità musicali molto diverse come le nostre. Dal musical all’hip hop fino ad arrivare al mio genere, quello della lirica, è nato il gruppo. Ilaria e Giada sono due grandissime artiste e lavorare con loro è molto stimolante. Da dicembre ci stiamo preparando per Castrocaro, abbiamo questo obiettivo e speriamo di vincere perché è una grande opportunità».
Tra l’altro avete sostenuto la finale proprio a Modena…
«Esatto, infatti ormai Modena è la nostra città “porta fortuna”, proprio la città che mi ha adottato 12 anni fa e ci ha aperto le porte della finalissima».
Oltre a Castrocaro vi state preparando per l’incisione del vostro primo album, seguirà anche il tour?
«Si, l’album dovrebbe uscire il prossimo inverno a cui seguirà un tour mondiale dal Giappone alla Germania».
Masha, come state vivendo queste giornate che precedono la finalissima?
«Le emozioni sono tante, oltre all’ansia. Per noi è una grande opportunità e ci giochiamo tutto. Sono anni che ci lavoriamo e siamo contente di essere arrivate fino a qui, anche se puntiamo vincere. Ci sono tante cose a cui pensare, dalle prove, alla scelta dei vestiti per essere pronte al meglio per quando saliremo sul palco di Castrocaro».
Lei viene dal mondo della lirica, un amore nato in Iran, a Teheran dove è cresciuta e che ha continuato qui a Modena. Da dove è partita la decisione di spostarsi?
«Ho sempre avuto la passione per la musica, fin da piccola. A 12 anni ho iniziato a suonare il violino, poi il pianoforte ma l’amore per la lirica è arrivato all’improvviso, dopo aver visto “Il Rigoletto” con Alida Ferrarini all’Arena di Verona. È stata un’illuminazione e da lì ho deciso di voler intraprendere questa strada. Ho iniziato a studiare lirica ed è stato proprio il mio maestro armeno a consigliarmi di trasferirmi in Italia, patria della lirica, per studiare al meglio. Da lì la scelta di Modena è stata semplice, da Pavarotti a Mirella Freni è la città che vanta una cultura della lirica straordinaria e così mi sono trasferita qui. Ho studiato al conservatorio, tra Modena e Reggio Emilia e oggi amo molto questa città che mi ha dato tanto, è a misura d’uomo, tranquilla ma allo stesso tempo culturalmente attiva e con una lunga storia».
Come sono avvenuti l’incontro con Ilaria e Giada e la creazione del trio “La dolce vita”?
«Tutto è nato grazie a Tony Labriola, un grande musicista e produttore, ha lavorato con i “big” della musica tra i quali gli U2. Lui voleva creare un gruppo internazionale con generi diversi e così, insieme a Stefano Govoni, altro musicista, hanno pensato di unire tre personalità musicali molto diverse come le nostre. Dal musical all’hip hop fino ad arrivare al mio genere, quello della lirica, è nato il gruppo. Ilaria e Giada sono due grandissime artiste e lavorare con loro è molto stimolante. Da dicembre ci stiamo preparando per Castrocaro, abbiamo questo obiettivo e speriamo di vincere perché è una grande opportunità».
Tra l’altro avete sostenuto la finale proprio a Modena…
«Esatto, infatti ormai Modena è la nostra città “porta fortuna”, proprio la città che mi ha adottato 12 anni fa e ci ha aperto le porte della finalissima».
Oltre a Castrocaro vi state preparando per l’incisione del vostro primo album, seguirà anche il tour?
«Si, l’album dovrebbe uscire il prossimo inverno a cui seguirà un tour mondiale dal Giappone alla Germania».
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