Gazzetta di Modena

Alessandro Bongiorni vince “Zocca Giovani”: una grande emozione

di Stefano Luppi
Alessandro Bongiorni vince “Zocca Giovani”: una grande emozione

Il tema della prostituzione al centro del romanzo dell’autore «Vorrei riportare l’attenzione su un problema dimenticato»

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ZOCCA. Lo “Zocca giovani under 35”, uno dei principali premi letterari d’Italia, è stato vinto dal libro “Niente è mai acqua passata” del 32enne milanese Alessandro Bongiorni, edito da Frassinelli. La manifestazione - organizzata dal Comune montano modenese, coadiuvato da una giuria composta da Vasco Rossi e Marco Santagata (presidente) con Mauro Castelli, Mela Cecchi, Nanà Cecchi, Gaetano Curreri, Floriano Fini, Licia Miani, Gianni Monduzzi, Angelo Righetti - ha organizzato due appuntamenti per il fine settimana in occasione della consegna del riconoscimento. Venerdì alle 21 il “Concerto d’amore in versi” al teatro Puntocom e il giorno seguente la premiazione del libro vincitore in Comune alle 17.30. Abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro Bongiorni.

Se l’aspettava questo importante riconoscimento?

«No di certo, anche se ne sono, ovviamente, felicissimo. Non avevo mai pensato alla vittoria anche perché prima di questa occasione non ero mai arrivato alla finale di un premio. Poi, arrivandoci, certo avevo la speranza, anche se non si scrive principalmente pensando ai premi».

“Niente è mai acqua passata” è dedicato al mondo della prostituzione di Milano, perché questa scelta?

«Mi è sembrato un argomento che in qualche modo tocca tutti da vicino anche se molti fanno vinto di non vederlo. Ormai le prostitute di strada sono in tutte le città d’Italia e spesso non solo in periferia e spesso sono ragazze al centro di racket schiavistici e povertà. Ho ambientato il libro a Milano perché è la città che conosco meglio».

Qual è la sua idea sul tema?

«Mi pare che tanti, le istituzioni certo, ma pure le singole persone, abbiamo come accantonato un fenomeno molto presente e nessuno faccia niente per risolverlo».

Poteva scrivere un saggio sull’argomento?

«Ho evitato perché volevo descrivere un fenomeno e non diventare troppo scientifico con un saggio: attraverso la finzione ho cercato di segnalare la vicenda sperando, in questo modo, che se ne parli».

La letteratura può essere utile in questo senso?

«Penso di sì, come descrizione di un dato fenomeno lo trovo utile mentre diffido di chi cerca di imporre la sua idea: il pubblico è serio non ha bisogno di essere imbeccato. Del resto il mio primo libro, nel 2014, era dedicato al mondo delle gang latino-americane di Milano».

Lei che idea ha della prostituzione?

«Intanto apriamo il discorso, poi io sarei d’accordo di liberalizzare la prostituzione anche se penso che un segmento di “mercato” basso resterebbe. Non tutti possono spendere cifre come accade nei bordelli di Austria, Svizzera, Germania».

Lei è giovane, quanti libri ha all’attivo?

«Sono quattro in tutto, avendo iniziato nel 2009 anche se i primi due erano con un editore importante ma dal piccolo pubblico, per questo il vero esordio è nel 2014 con “La sentenza della polvere” presso l’editore Piemme. Ritengo dunque questo il vero esordio perché oggi ho una diversa consapevolezza».

La consideriamo ormai uno scrittore di professione?

«Non lo so, dopo la laurea in Scienze e tecnologie della comunicazione presso lo Iulm e in tv e cinema e new media sono divenuto anche giornalista pubblicista. Lo trovo improbabile farlo come unico lavoro, è complicato, ma certo ho preso a coltivare questa passione nel 2008. Oggi è un lavoro in ogni caso, poi si vedrà».

Sta lavorando al prossimo libro?

«Su questo purtroppo non posso parlare molto, in ogni caso lo sto scrivendo: sarà pubblicato sempre da Frassinelli l’anno prossimo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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