“Festa della crescentina” Sei team ai fornelli per una sfida di golosità
di Daniele Montanari
PAVULLO. A chiudere un'estate ricca di soddisfazioni per l'ottima presenza turistica in Appennino, non poteva mancare l'appuntamento clou di ogni ultima domenica d'agosto. Sarà ancora grande Festa...
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PAVULLO. A chiudere un'estate ricca di soddisfazioni per l'ottima presenza turistica in Appennino, non poteva mancare l'appuntamento clou di ogni ultima domenica d'agosto. Sarà ancora grande Festa della Crescentina a Pavullo, appuntamento da sempre particolarmente sentito sia per l'omaggio alla buona gastronomia che alla tradizione e soprattutto allo stare assieme. Vera “festa dei pavullesi”, capace di richiamare un esercito di volontari in cucina e il pubblico delle grandi occasioni: l'anno scorso furono 60mila le crescentine passate nelle mani dei buongustai, per circa 10mila presenze. Ed eccole dunque le squadre pronte a scendere in campo per impastare e servire tanto e bene, con preambolo già domani sera, 26 agosto. Sei i team pavullesi che hanno risposto all'appello, da capoluogo a frazioni: parrocchia di San Bartolomeo, Benedello, Madonna dei Baldaccini, Montorso, Niviano-Lavacchio e la new entry dell'occasione, la combriccola di Sant'Antonio. In più la delegazione modenese ormai classica dell'Aic, l'Associazione Italiana Celiachia. Il tutto allestito dalla Pro Loco, in collaborazione col Comune, lungo l'asse della via Giardini, dalla piazza del municipio a Palazzo Domus, dove non mancherà l'intrattenimento musicale né la solidarietà, con l'associazione Grg per le adozioni a distanza in Kenya. Ma la grande protagonista sarà solamente e semplicemente lei, la crescentina (che in pianura si ostinano a chiamare tigella), alimento principe della cucina di montagna, che trasuda come pochi di passato e vita di campagna. Quando gli agricoltori di una volta infatti partivano alle 6 per la lunga giornata di lavoro nei campi, per buona parte dei giorni della settimana si ritrovavano sempre nel cestino preparato dalla moglie delle semplici ma nutrienti crescente frutto anche di dedizione e affetto. Dappertutto si facevano crescente e crescentine, eppure nessuno aveva mai pensato di celebrare l'alimento come dovuto fino al 1986. L'idea venne al presidente della Pro Loco Claudio Bernardoni a seguito di una riunione col presidente provinciale delle Pro Loco Dalmazio Marchi: «Tutti i vari gruppi - ricorda - vantavano già grandi feste legate a un prodotto tipico della montagna. Noi eravamo giovani e non avevamo ancora una grande iniziativa. Mentre venivamo a casa in macchina con Giorgio Pattuzzi, tuttora colonna portante della nostra Pro Loco, ci siam detti: “Ma la crescentina? Nessuno ha ancora pensato di dedicarle un evento? Sbrighiamoci a metterci il cappello sopra noi, prima che lo faccia qualcun altro!”. Partimmo alla garibaldina con poche risorse, iniziando a reclutare i primi gruppi frazionali (e anche a gestire le rivalità). Poi la cosa è diventata sempre più grande e sentita, un vero evento di comunità». Al punto da essere sempre celebrato con una particolare e scherzosa brochure dove si ricordano i gruppi partecipanti e i luoghi all'insegna dell'ironia: i testi sono stati preparati anche quest'anno dal prof Andrea Pini. Ne sono state stampate 1.500 copie, di cui 700 già distribuite e andate a ruba nei negozi, perché in molti le collezionano. Sul fronte organizzativo, menzione particolare per i volontari (oltre a quelli dell'Avap per l'assistenza sanitaria) che garantiranno il costante presidio dei varchi: dagli Alpini di Pavullo e quelli delle frazioni all'Associazione Paracadutisti e le Guardie Ecologiche Volontarie.
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