Gazzetta di Modena

Modena, cinque cori al Gospel Festival

Modena, cinque cori al Gospel Festival

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MODENA. Il Modena Gospel Festival, promosso dall’assessorato al Welfare del Comune attraverso il Centro stranieri in collaborazione con le comunità religiose africane di Modena, presenta ogni anno i migliori cori delle chiese africane modenesi, prevalentemente ghanesi e nigeriani, e i gruppi gospel modenesi che si ispirano al gospel tradizionale rivisitato in chiave contemporanea.

Giunta alla nona edizione, la manifestazione, che è tradizionalmente un’occasione di conoscenza reciproca per la città e le comunità africane, intende raccontare attraverso la musica e le immagini il valore dell’essere comunità e dell’accoglienza. Oggi, alle 21.30, sul palco dei Giardini Ducali, l’assessora Giuliana Urbelli presenterà il progetto di accoglienza in famiglia di minori stranieri non accompagnati, WelcHome. L’esperienza che una decina di famiglie modenesi sta conducendo da diversi mesi grazie al progetto promosso dal Comune e dal mondo dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore locale, sarà illustrata al pubblico attraverso un video realizzato da VoiceOff che verrà proiettato prima dell’evento musicale.

Subito dopo, apriranno la serata musicale Modena SDA Church Choir, coro maschile a cappella della Chiesa Seven Days Adventist, composto da 25 voci miste. A seguire si esibiranno il Modena Gospel Chorus, coro misto modenese composto da 30 voci diretto da Johnny Borelli; gli Explorers of SDA, coro misto di 25 voci, punta di diamante del gospel modenese e il Glorious Singers, coro composto da 12 ragazze richiedenti asilo. Chiuderà la serata un coro misto composto da 25 voci che esprime appieno lo spirito del gospel tradizionale ghanese, i Lighthouse Chappel International.

Il festival sarà condotto da Jennifer Uwaela Alufah su testi a cura di Carlo Stanzani; alla chitarra Daniela Cavedoni; fotografie a cura di Mauro Terzi con la collaborazione di Leonardo Zapparoli.

In apertura di serata il video realizzato da Voice Off con le testimonianze di alcune famiglie che hanno accolto giovani richiedenti asilo Raccontano di come sono cambiate le loro abitudini e il modo di guardare a culture diverse, delle perplessità iniziali, ma soprattutto della ricchezza entrata nelle loro case assieme a giovani richiedenti asilo. Sono le testimonianze di alcune delle famiglie accoglienti che hanno aderito al progetto WelcHome promosso dal Comune di Modena insieme a un’ampia rete di soggetti dell’associazionismo, del terzo settore e del volontariato locale. Francesco, 11enne modenese, non era entusiasta della notizia che sarebbe arrivato in casa sua una sorta di fratello affidatario molto più grande e proveniente da un lontano paese dell’Africa, ma si è ricreduto in fretta e Nelly, il ragazzo richiedente asilo accolto nella sua famiglia, è diventato presto un amico. Per Margherita, invece, che di anni ne ha 24 e vive in una bella casa con i genitori, l’arrivo del 18enne Lamine è stata una ventata di aria fresca, una persona con cui ridere e una lente diversa attraverso cui mettere a fuoco il mondo.

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