Il doppiaggio da Lionello a Pannofino
Sarà presentato a Venezia un libro dell’editore Battaglia sulla scuola italiana
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VENEZIA. “Ho visto cose che voi umani…”, “Lupo ululà, castello ululì”, “Mi chiamo Bond, James Bond”, “Ti spiezzo in due…”, “Domani è un altro giorno”.
Sono frasi famosissime di film del passato e del presente che tutti ricordano in traduzione italiana anche se recitate da attori stranieri. La voce che tutti ricordano è quella di attori noti, come Oreste Lionello, Francesco Pannofino, Pino Insegno, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Ferruccio Amendola che nel corso dei decenni hanno formato la più nota scuola italiana al mondo del doppiaggio. Un’arte recitatoria particolarmente complicata in cui l’Italia svetta, come si legge nel volume “Senti chi parla - le 101 frasi più famose del cinema (e chi le ha dette veramente…)”.
Lo ha pubblicato un editore modenese, Paolo Battaglia, con la sua casa editrice Anniversary books e il volume, curato da Massimo M. Veronese, Maurizio Pittiglio e Simonetta Caminiti, verrà presentato sabato a Venezia.
La cornice è di grande prestigio, il Festival internazionale del Cinema di Venezia che per sabato prossimo 2 settembre alle 17,30 ha organizzato un incontro presso gli spazi della Regione Veneto all’Hotel Excelsior. La presentazione del libro è accompagnata da “AttorInvoce”, una mostra fotografica interattiva e dalla consegna del “Leggio d’Oro”, il più antico premio dedicato ai doppiatori.
È la prima volta in quasi novant’anni che l’arte italiana del doppiaggio entra con un suo spazio nel più noto appuntamento del cinema italiano.
Il libro è una miniera di informazioni e curiosità perché nel corso dei decenni questi doppiatori e attori italiani hanno doppiato attori come Sean Connery-007, Marilyn Monroe, Meryl Streep, Woody Allen e una miriade di altre star internazionali.
Prendiamo il binomio forse maggiormente noto, quello tra Allen e Lionello, quest’ultimo scomparso. Il noto regista americano di Oreste Lionello disse: “Mi ha reso un attore migliore di quello che sono”, ma gli episodi raccontati nel libro, corredato anche da alcune figurine Panini (Battaglia per decenni ha lavorato a stretto contatto con la famiglia che ha inventato le figu), sono tantissimi. Al Pacino - altro esempio - scrisse una lettera di ringraziamento a Ferruccio Amendola, mentre Tom Cruise regalò una foto con dedica a Roberto Chevalier.
E una diva inarrivabile come Greta Garbo quando sentì per caso di avere la voce di Tina Lattanzi disse “Fate sapere a questa signora che se avessi la sua voce mi sentirei molto più brava”.
Insomma storia del cinema pura e l’editore Battaglia ne è comprensibilmente orgoglioso: «Il libro - spiega - nasce da una idea di Veronese, un giornalista che da dieci anni fa ricerche sulla storia del doppiaggio. Raccontiamo un mondo nascosto e lo abbiamo proposto a Venezia perché al festival di questo tema importante non si è mai parlato. La scuola italiana del doppiaggio è importantissima, anche perché ha contribuito a creare in Italia una lingua comune».
Stefano Luppi
Sono frasi famosissime di film del passato e del presente che tutti ricordano in traduzione italiana anche se recitate da attori stranieri. La voce che tutti ricordano è quella di attori noti, come Oreste Lionello, Francesco Pannofino, Pino Insegno, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Ferruccio Amendola che nel corso dei decenni hanno formato la più nota scuola italiana al mondo del doppiaggio. Un’arte recitatoria particolarmente complicata in cui l’Italia svetta, come si legge nel volume “Senti chi parla - le 101 frasi più famose del cinema (e chi le ha dette veramente…)”.
Lo ha pubblicato un editore modenese, Paolo Battaglia, con la sua casa editrice Anniversary books e il volume, curato da Massimo M. Veronese, Maurizio Pittiglio e Simonetta Caminiti, verrà presentato sabato a Venezia.
La cornice è di grande prestigio, il Festival internazionale del Cinema di Venezia che per sabato prossimo 2 settembre alle 17,30 ha organizzato un incontro presso gli spazi della Regione Veneto all’Hotel Excelsior. La presentazione del libro è accompagnata da “AttorInvoce”, una mostra fotografica interattiva e dalla consegna del “Leggio d’Oro”, il più antico premio dedicato ai doppiatori.
È la prima volta in quasi novant’anni che l’arte italiana del doppiaggio entra con un suo spazio nel più noto appuntamento del cinema italiano.
Il libro è una miniera di informazioni e curiosità perché nel corso dei decenni questi doppiatori e attori italiani hanno doppiato attori come Sean Connery-007, Marilyn Monroe, Meryl Streep, Woody Allen e una miriade di altre star internazionali.
Prendiamo il binomio forse maggiormente noto, quello tra Allen e Lionello, quest’ultimo scomparso. Il noto regista americano di Oreste Lionello disse: “Mi ha reso un attore migliore di quello che sono”, ma gli episodi raccontati nel libro, corredato anche da alcune figurine Panini (Battaglia per decenni ha lavorato a stretto contatto con la famiglia che ha inventato le figu), sono tantissimi. Al Pacino - altro esempio - scrisse una lettera di ringraziamento a Ferruccio Amendola, mentre Tom Cruise regalò una foto con dedica a Roberto Chevalier.
E una diva inarrivabile come Greta Garbo quando sentì per caso di avere la voce di Tina Lattanzi disse “Fate sapere a questa signora che se avessi la sua voce mi sentirei molto più brava”.
Insomma storia del cinema pura e l’editore Battaglia ne è comprensibilmente orgoglioso: «Il libro - spiega - nasce da una idea di Veronese, un giornalista che da dieci anni fa ricerche sulla storia del doppiaggio. Raccontiamo un mondo nascosto e lo abbiamo proposto a Venezia perché al festival di questo tema importante non si è mai parlato. La scuola italiana del doppiaggio è importantissima, anche perché ha contribuito a creare in Italia una lingua comune».
Stefano Luppi
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