Show di Giacobazzi a Modena: «Vent’anni di risate per riflettere un po’»
La comicità in salsa romagnola di Giuseppe Giacobazzi arriva oggi, alle 21.30, sul palco dell'Arena sul lago della Festa del Pd di Ponte Alto.
MODENA. La comicità in salsa romagnola di Giuseppe Giacobazzi arriva oggi, alle 21.30, sul palco dell'Arena sul lago della Festa del Pd di Ponte Alto. Al centro dello spettacolo di Giacobazzi, all’anagrafe Andrea Sasdelli, ci sarà come sempre la quotidianità, messa alla berlina e dissacrata con la lente dell’ironia e dell’umorismo che trasformano ogni cosa raccontata da Giacobazzi, in qualcosa di unico ed assolutamente originale. Uno spettacolo da non perdere, tra aneddoti personali e cavalli di battaglia, uniti con maestria e fluidità, affinché il pubblico possa riascoltare i monologhi che più ha amato in questi anni. Grandi classici, ma non mancheranno le sorprese. Lo spettacolo “Del mio meglio” raccoglie vent’anni di palcoscenico. Vent’anni di monologhi con una raccolta delle migliori storie che Giuseppe ha fatto conoscere ed apprezzare tra spettacoli e apparizioni tv. «È durissima raccontare in due ore vent'anni di carriera - spiega Giacobazzi - Come è già successo a Reggio Emilia sai come cominci e non sai mai dove vai a finire. Non c'è una scaletta e faccio quello che mi sento. Sono vent'anni di carriera ma va a finire che racconto anche cose nuove».
Uno spettacolo simile ad un album di figurine?
«Un album delle figurine con inserti inediti. Quando collezioni figurine hai tutta la collezione ma poi c'è l'omaggio. Non so cosa mi verrà in mente da dire. È difficile fare una scelta perché io sono affezionato a tante cose. So per certo che c'è gente che mi ha visto a Reggio Emilia a fine agosto e adesso torna a Modena. Quindi, dovrò fare qualcosa di diverso per forza».
Allora, oltre ai cavalli di battaglia ci sarà anche qualcosa di fresco?
«Per forza, bisogna che qualcosa di nuovo la butti dentro. Non c'è niente di definito. Una parte dello spettacolo sarà basato su cose vecchie ed un'altra su quelle che mi verranno in mente sul momento».
Racconti sempre la società di oggi e il cambio generazionale in atto.
«È dura accettare i cambi generazionali anche se io mi sono abituato. Chiedo solo un po' di pietà per chi è più lento, sperando nella comprensione dei giovani. Non sono pronto a prescindere ad accettare tutti i cambiamenti. Alcuni mi piacciono e ad altri mi adeguo perché il mondo va in quella direzione. O stai al passo coi tempi o resti indietro. Io che ho bisogno di comunicare è indispensabile stare in contatto con gli altri».
Il tuo pubblico è molto variegato.
«Quelli con i capelli grigi si rispecchiano molto nelle mie storie. Quelli più giovani vengono per curiosità perché quello che racconto non ha secondi fini, non ha barriere. Racconto la papale verità e, quindi, è anche un confronto con le nuove generazioni. Noto che c'è molta voglia di dialogare da parte dei ragazzi, per questo la comunicazione è importante senza mettere barriere».
In un mondo virtuale le tue storie invitano alla riflessione.
«Può essere. Oggi la gente va sempre di fretta e non ha tempo per pensare. Un po' meno telefono e più confronto».
L'arena sul lago della Festa del Pd da qualche anno è diventata arena Giabobazzi. Sei uno dei pochi a riempirla.
«MI fa molto piacere, si vede che la gente mi vuole bene e non so se riuscirò a ringraziare tutto il mio pubblico. In questi anni sono stato circondato da affetto che difficilmente si può comprare. Spero di essermelo anche guadagnato. Io sono uno dei tanti che non rinnega quello che ha fatto. Non mi sono mai messo su un piedistallo e questo la gente lo ha capito».
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