“La seduzione degli oggetti” in mostra con Anna Rita Rapanà
MODENA. È di origine salentina, vive da anni a Modena dove lavora come impiegata, ma la sua passione è la fotografia che, come dice lei stessa, l’ha condotta «a seguire un percorso in salita»:...
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MODENA. È di origine salentina, vive da anni a Modena dove lavora come impiegata, ma la sua passione è la fotografia che, come dice lei stessa, l’ha condotta «a seguire un percorso in salita»: percorso che però da qualche tempo le sta regalando soddisfazioni crescenti. Anna Rita Rapanà, 44 anni, è la vincitrice del concorso fotografico della Gazzetta “Gli angoli nascosti di Modena”, in cui si è imposta lo scorso anno. La giuria del nostro giornale ha azzeccato la scelta se poi Anna Rita è stata gratificata da un prestigioso riconoscimento della pubblicazione di arte e cultura Artribune e ora con il portfolio fotografico “L’effimero indispensabile” approda al Festival della Filosofia 2017, in cui sarà protagonista insieme ad altri quattro autori del circolo Colibrì nell’interpretazione del tema “La seduzione degli oggetti”. Anna Rita quando parla della sua passione per la fotografia dice di essere stata coinvolta «dai tempi del liceo artistico ma è negli ultimi quattro anni che, grazie a un training mirato di approfondimento teorico e pratico quotidiano, credo siano forse emerse le potenzialità espressive a tutto campo, dalla fotografia d’architettura, alla Street, passando per il ritratto e, non ultimo, lo Still-life». È stata una foto della stazione ferroviaria Mediopadana di Calatrava a Reggio Emilia, dal titolo “In motion”, che ha consentito ad Anna Rita Rapanà di classificarsi prima su 3700 fotografie concorrenti in un contest indetto da Bnl Cultura e Artribune dal titolo “Architettureversoilcielo”, che ha avuto come giurati d’eccezione Anna Boccaccio di Bnl, il direttore di Artribune Massimo Tonelli e Angela Madesani, storica dell’arte ed esperta di fotografia. «I fattori vincenti – dice Anna Rita – penso siano stati il particolare punto di ripresa, scelto per valorizzare i volumi e la luce data da un cielo, in quel momento torvo e ventoso». A chi le chiede quale sia la sua personale idea di fotografia, Anna Rita risponde che «è quella di una dimensione espressiva multipla, capace di creare un discorso proiettivo tra me il mondo e poi ancora, tra me stessa e chi ne fruisce». Su questi presupposti è nato anche l’ultimo progetto per il Festival della Filosofia, che quest’anno ha come tema le Arti e che l’autrice ha sviluppato in otto foto con un portfolio di genere still-life. La mostra, patrocinata dal circolo fotografico Colibrì e curata da Gianni Rossi, sarà aperta in via Carteria 42, dal 15 al 17 settembre.
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