Gazzetta di Modena

McCurry spiega la fotografia: devo tanto al cinema italiano

McCurry spiega la fotografia: devo tanto al cinema italiano

Ospite alla Camera di commercio ha poi visitato la mostra che apre al Mata «Sì al digitale, ha fatto crescere l’alfabetizzazione visiva. Ma non è tutto»

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MODENA. Appuntamento di grande levatura per gli appassionati di fotografia. Ieri era in città, a disposizione per tutte le domande che gli si volevano fare, uno dei più noti fotografi del mondo: l’americano Steve McCurry, l’autore della foto della Ragazza afghana dagli occhi verdi. Si tratta del ritratto considerato la Gioconda dello scatto fotografico.

McCurry era l’ospite di un “talk” alla Camera di Commercio, invitato per l’apertura della mostra del Mata “Master of Photography” realizzata da Fondazione Fotografia insieme al canale tv Sky Arte. L’incontro si è tenuto alla sala Panini ed era presente una sessantina di persone tra cui molti - adoranti - studenti di fotografia.

Purtroppo in sala c’erano diverse sedie vuote e anche le luci funzionavano male. Cose inusuali per McCurry visto che pochi mesi fa sempre a Modena ha fatto il pienone. Chi ricorda le lunghe code in strada per entrare al Forum Monzani dove l’artista americano teneva la sua lezione? E, come in quella occasione, questo accade regolarmente in molte parti d’Italia, nazione dove il fotografo espone spesso e dove ieri ha detto di volere vivere alcuni mesi tra Roma e Napoli.

A questo, inoltre, si deve aggiungere una certa frammentarietà nel “botta e risposta” con il pubblico che ha ridimensionato l’appeal dell’incontro, sulla carta, invece decisamente accattivante.

Detto ciò qualche segreto McCurry l’ha regalato. «Ho rivisto dopo anni - ha spiegato l’americano - la ragazza dagli occhi verdi ormai diventata donna. Mi sono emozionato, ha avuto una vita difficilissima e povera e le erano appena morti figlia e marito di epatite. Abbiamo cercato in qualche modo di aiutarla».

McCurry ha poi detto di «Dovere tanto non al teatro, ma al cinema, ad autori come Fellini, Antonioni, De Sica, soprattutto al momento di scegliere l’illuminazione delle mie foto». Altro tema, il digitale, Mc Curry sarà favorevole visto che a lui la Kodack fece utilizzare l’ultimo rullino prodotto, alcuni anni fa? «Sono molto favorevole, perché così è cresciuta l’alfabetizzazione visiva, anche se ovviamente non significa che tutti siamo fotografi. Certo serve capire bene la luce, la scena e soprattutto l’anima di un luogo da fotografare. Per questo serve soggiornare nei luoghi».

Successivamente McCurry, l’ex direttore di Fondazione Fotografia Filippo Maggia e il direttore di Sky Arte Pistoni si sono trasferiti al Mata. La mostra, che apre oggi e prosegue fino all’8 ottobre è da vedere per alcuni pezzi davvero importanti. Si tratta della produzione di dodici autori che hanno partecipato alla seconda edizione del Master in tv, una sorta di reality sul mondo dello scatto. Alla fine è stata premiata la fotografa Gillian Allard, ma quasi tutti gli esemplari allestiti meritano la visita. Ingresso gratuito. (s.l.)

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