Gazzetta di Modena

Poesia Festival: Bertoni a Castelvetro ricorda il Rebora “rimosso”

di Michele Fuoco
Poesia Festival: Bertoni a Castelvetro ricorda il Rebora “rimosso”

Il Poesia Festival 2017 in corso nel Modenese celebra Clemente Rebora. Non sempre gli è stato riconosciuto il valore della sua lirica. L’incontro oggi, 21 settembre alla biblioteca

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CASTELVETRO. Lo scorso anno l'omaggio ai poeti liguri, da Sbarbaro a Montale. Quest'anno si celebra a Castelvetro, nel Cortile della Biblioteca (in caso di pioggia nella Sala Comunale) Clemente Rebora (Milano 1885 - Stresa 1957), la cui prima raccolta è "Frammenti lirici" presso le edizioni "La Voce" dirette da Giuseppe Prezzolini. Collabora alla "Riviera Ligure" e ad altre riviste letterarie. E sulla sua vicenda umana e letteraria si soffermerà, oggi alle 21, Alberto Bertoni, poeta, critico e docente di letteratura contemporanea all'Università di Bologna.

«È un poeta - dice Bertoni - che incarna diverse posizioni all'interno del secolo scorso: è stato un "vociano", ha fatto la prima guerra mondiale e ne uscito provato duramente, anche perché ferito alla tempia dalla scoppio di una granata. Poi è diventato prete rosminiano. E' testimone con la poesia di una storia importante del '900, con i suoi "Frammenti lirici" e le poesie religiose che però furono pubblicate dal fratello, dopo la morte dell'autore che ha lascito molto materiale, in quanto ha scritto poesie pure da prete. Con l'aiuto di Diana Manera e Simone Francia che leggeranno suoi brani, e di musicisti molto bravi (Giovanni Sardo al violino e Sergio Scappini alla fisarmonica), abbiamo pensato di dedicare a Rebora una serata in cui racconto la sua storia. Si vuole accendere un riflettore su un autore non troppo noto, ma certamente molto bravo del 900 a cui, con un po' di musica e brave voci recitanti, diamo voce.

La sua è una poesia di grande tensione che parte da un realismo,anche molto forte di verità. Era mazziniano per i rapporti col padre, dagli ideali mazziniani e risorgimentali. Gli rimane questa impronta e, attraverso l'esperienza terrribile della guerra, verso la fine degli anni 20, si converte e diventa frate rosminiano. Per lui un lungo apprendistato, perché non lo accettano subito. Più tardi, l'avvento del fascimo che egli rifiuta. La sua è una storia lunga».

L'appuntamento si pone come vera indagine su una figura "rimossa", ma certamente fondamentale della letteratura del secolo scorso. Di Rebora hanno messo in luce la carica di tensione morale e esistenziale (forte lo slancio umanitario nei confronti dei poveri, malati...), le domande sul senso dell'essere e dell'esistere, sulla ragione che si sporge sul mistero, la sua ansia amorosa per qualcosa di diverso e più alto, l'idea della sua lirica su un piano d'assoluta integrità spirituale. “Noi sappiamo - nota Carlo Bo - di doverlo ritrovare ogni volta che si parla di spiriti che hanno conosciuto la poesia: al di là del piacere, nel mezzo di un'antica e profonda corrente”.

Il programma di questa sera prevede anche, alle 21, presso il Teatro Cantelli di Vignola, lo spettacolo "Mi chiamo Andrea, e faccio fumetti" con Andrea Santanastaso, attore e cabarettista, che ricorda la vita dell'artista Andrea Pazienza, i cui fumetti costituiscono vera poesia. È un monologo disegnato. Come eventi collaterali segnaliamo, alle 19, al Salotto Muratori di Vignola "La poesia iillustrata", mostra di opere del concorso nazionale di poesie illustrate promosso da Betty B, Festival del fumetto di Savignano, con un inedito che illustra una poesia di Patrizia Valduga. Alle 19, al Bar Acquarello, in corso Italia 69, "Storie di terre", letture dialettali di poesie e fole, che raccontano il mondo rurale di ieri e di oggi, del cantastorie Maurizio Tonelli.
 

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