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Poesia Festival: in Rocca a Vignola si celebra lo scultore Lodovico Asirelli

Poesia Festival: in Rocca a Vignola si celebra lo scultore Lodovico Asirelli

Anche tante interessanti mostre per il Poesia Festival 2017 in corso in noce comuni modenesi. Una è quella di Lodovico Asirelli. Quattro sue ceramiche saranno donate al Comune. In mostra anche le installazioni di Marika Ricchi

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SPILAMBERTO. Anche arte per Poesia Festival con le sculture di Lodovico Asirelli (Faenza 1930 - Modena 2007) e Marika Ricchi esposte da sabato (alle 19) al 22 ottobre, nella Rocca Rangoni.

La mostra sostiene una continuità di un'arte che non rinuncia alla fattualità dell'opera. Nel senso che lo scultore deve avere le mani di artigiano, sostenute dalla creatività. E "da mano a mano" è il titolo dell'esposizione che tesse un tenace filo di relazioni tra generazioni diverse, tra due artisti di origini romagnole.

Per quanto riguarda Asirelli si tratta di un omaggio al maestro (a cura di Carlotta Acerbi), in occasione del decennale della morte. Non si può ignorare la qualità del lavoro puramente artistico, senza dimenticare il suo ruolo di insegnante all'Istituto Venturi, dove per oltre 30 anni ha diretto i laboratori di Decorazione ceramica. Preziosa anche la sua attività nell'ambito dell'indusria ceramica (Iris, Ducale...) dove l'artista ha portato ricerche innovative nel campo del design. Una ricerca di essenzialità che ben si manifesta nelle quattro opere in maiolica riflessata, con gli elementi "terra, aria, acqua e fuoco", dove il linguaggio astratto avvera, nell'energia interna di segni, una sintesi di mutazioni delle forme, incroci immaginativi.

Le quattro sculture saranno donate, per volontà dell'artista e della moglie Mirka Seghedoni, al Comune, durante la cerimonia, il 2 dicembre alle 16, nel Torrione. Asirelli sa conferire alla materia accensioni cromatiche, ritmi vitali menifeste nelle altre selezionate opere, di rigorosa struttura geometrica (Empireo), nella sfera che reca motivi di genesi. Una fantasia costruttiva di nuova manifestazione linguistica, intesa come esperienza di meraviglia e curiosità. Preferisce l'installazione Marika Ricchi, senza rinanciare ad una scultura di dura materia (marmo statuario di Carrara ...) che si rapporta a legni, chiodi e a materiali poveri. Le installazioni, in vari spazi della Rocca, creano un effetto scenico di inpatto.

L'operazione, a cura di Ilaria Dall'Olio, è anche sottoposta ad un criterio mentale. Si avverte il desiderio di raccontare e indurre l'osservatore a riflettere su opere concettualI, che si nutrono di ironia (non vedo, non sento, non parlo). Dominano i piedi che calpestano la cultura, quelli trafitti dal chiodo (Crocifissione), o quelli colorati lungo le scale per indicare la fatica di vivere. Un cuscino in marmo con l'impronta della mano e del capo non assicura, nel rapporto con i chiodi, un allettante riposo.(m.f.)
 

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