Modena. PFM in concerto, la storia del rock in piazza
Video ed “effetti speciali” per l’esibizione della band italiana famosa nel mondo. Franz Di Cioccio: «Ci piace sperimentare»
MODENA. Sarà la PFM (Premiata Forneria Marconi), il gruppo “progressive” più internazionale della musica italiana, il protagonista del concerto “Modena 29 Settembre” in programma, alle 21 di venerdì, in piazza Roma (in caso di maltempo il concerto si terrà al PalaPanini). L’appuntamento, a ingresso libero (fino a esaurimento posti, un migliaio quelli a sedere), si inserisce nel percorso avviato nel 2009 per festeggiare la città considerata “Capitale del Beat” negli anni Sessanta, prendendo spunto dalla canzone portata al successo dall’Equipe 84.
Quest’anno il progetto prevede anche un dialogo e una contaminazione con il festival “After Futuri Digitali – Modena Smart Life” che, promosso da Ministero dello Sviluppo economico, Regione Emilia-Romagna e Comune, si svolgerà proprio negli stessi giorni con decine di eventi che avranno come tema la connettività a banda ultra larga. In piazza Roma, infatti, l’esibizione della PFM sarà affiancata da proiezioni e video digitali su maxischermo a cura del team di visual designer “Apparati Effimeri”. Apriranno lo spettacolo con un video in 3D che avrà come protagonisti la città di Modena e le installazioni di fibra ottica e banda larga e ultra. Per rendere la performance altamente emozionale anche dal punto di vista scenico, i video saranno generati dalla musica della band.
Lo spettacolo della Premiata Forneria Marconi, intitolato “All the Best”, attraversa tutti i periodi del gruppo, che esordì con il primo 45 giri nel 1971, fino ad arrivare a presentare gli ultimi lavori. E non mancheranno nel concerto brani dedicati all’esperienza con Fabrizio De André.
PFM: mezzo secolo di rivoluzione.
«Ci sta tutta – spiega il leader storico Franz Di Cioccio – Non abbiamo seguito mai un solo itinerario, ma ci piaceva sperimentare qualcosa di nuovo. Questo fatto si giustifica con la folta partecipazione del pubblico quando suoniamo live. Sarebbe troppo lungo raccontare la nostra storia. Ci consideriamo dei rivoluzionari della musica perché continuiamo a sperimentare».
Anche la cover del nuovo disco è stata svelata in modo originale: un murales su un muro di Milano.
«È una forma di comunicazione molto importante ed il messaggio è più forte. Il nuovo album, Emotional Tattoos che uscirà a giorni, contiene molte immagini che danno la sensazione di stare in un mondo musicale totale. Sono tutte canzoni inedite».
Il primo singolo estratto è “Quartiere generale”.
«È la fotografia di oggi dell'Italia. Il nostro rapporto con il Quartiere generale che una volta si chiamava Palazzo. È un testo che fa riflettere anche se non c'è tutta la parte strumentale che usa la PFM».
Siete l'unico gruppo progressive rock italiano ad avere avuto successo anche all'estero.
«È così. Fin dall'inizio ci siamo accorti che questo Paese era troppo piccolo per poter esprimere tutte le cose che volevamo dire. Abbiamo avuto tra le mani uno strumento capace di veicolare la musica italiana in giro per il mondo. Noi rappresentavamo un certo cambiamento musicale ed artistico».
Questo il nuovo disco uscirà in italiano e inglese?
«È una nostra abitudine. Visto che abbiamo un mercato internazionale e siamo spesso all'estero, c'è il bisogno di comunicare con il pubblico in un certo modo, senza dimenticare che spesso suoniamo anche dei pezzi in italiano».
Nel 2015 la rivista inglese Classic Rock ha inserito la PFM al 50° posto tra i 100 migliori artisti di tutti i tempi.
«È una bella soddisfazione perché hanno votato i lettori, stilando questa classifica. Siamo un gruppo diverso dagli altri perché abbiamo sempre puntato a far conoscere la nostra musica in altri Paesi. Siamo l'unico gruppo in classifica con una lingua non anglofona».
Domani sarete in Piazza Roma per festeggiare l'era Beat.
«È stata la prima scintilla che ha fatto muovere questo Paese verso una musicalità diversa. Il genere si è sviluppato in Emilia perché in questa terra vi è una grande tradizione musicale. Un luogo pieno di locali dove era possibile suonare».
La formazione della PFM è composta da: Franz Di Cioccio (voce e batteria), Patrick Djivas (basso), Lucio Fabbri (violino), Marco Sfogli (chitarra), Alessandro Scaglione (tastiere), Alberto Bravin (seconda tastiera e voce) e Roberto Gualdi (seconda batteria).
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