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“Musica per gli astri” al planetario scienza di Modena, note classiche e letture

“Musica per gli astri” al planetario scienza di Modena, note classiche e letture

Grandezze & Meraviglie fa il tutto esaurito. Il Festival, infatti, “approda alle stelle” con “Musica per gli astri”

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MODENA. Grandezze & Meraviglie fa il tutto esaurito questa sera al Planetario di Modena. Il Festival, infatti, “approda alle stelle” con “Musica per gli astri”, una serata organizzata su due turni (20.00 e 21.30) già interamente prenotati. L’intreccio tra astri, musica e narrazione dà voce al clavicembalo di Giovanni Paganelli, che fa risuonare nell’oscurità musiche collegate alla mitologia e alle costellazioni, in particolare di Jean Henri D’Anglebert (1629-1691) Michel Corrette (1707-1795) Johann Caspar Ferdinand Fischer (1656-1734), mentre Paola Bigini si alterna ai brani musicali con narrazioni “cosmiche” dal mondo delle arti e del pensiero: Urano-Saturno, il tema. Il pubblico ascolterà parole e musica ammirando gli astri nella volta celeste.

Da sempre la volta celeste ha avuto un ruolo particolare nella vita dell’umanità, trasmettendo l’idea di trascendenza e di profondità, testimoniando l’infinità dello spazio, il trascorrere del tempo e l’immutabilità dei cicli celesti. Forse è per queste caratteristiche che l’uomo ha collocato nel cielo la dimora delle divinità; esse, dotate di prescienza e sapienza infinite, hanno rivelato agli uomini le leggi morali permettendone la convivenza sulla terra. Osservando la volta celeste illuminata solo dallo splendore delle stelle, come uomini del passato, si suggerisce una percezione rinnovata e accresciuta dell’immensità del cielo, scoprendo chi erano originariamente queste divinità e come la cultura le ha trasformate e riplasmate. Giovanni Paganelli, clavicembalista, organista e direttore d’orchestra, collabora da alcuni anni con Grandezze & Meraviglie, di cui coordina l’ensemble in residenza “Francesco d’Este”. Paola Bigini, laureata in germanistica, nel corso degli anni ha rivolto i propri interessi allo studio della storia, riconoscendo nel metodo proposto dalla “Nouvelle Histoire” (Lucien Febvre, Marc Bloch, Fernand Braudel...), uno strumento innovativo per avvicinare il pubblico alla cultura e in particolare alla storia intesa nel senso più ampio, mettendo in evidenza lo stretto legame tra passato e presente. Il programma della serata vede in scaletta di Jean-Henri D'anglebert “Suite in Sol minore, Prélude non mesuré”, lettura da “Teogonia” di Esiodo. Michel Corrette, dal “Premier Livre Pièces de Clavecin” Seconda Suite, Prélude, Rondeau Les Étoiles. Narrazione: La contemplazione del cielo e le divinità primigenie. Johann Caspar Ferdinand Fischer dal “Musikalischer Parnassus” Suite Urania: Toccata, Allemande, Courante, Sarabande, Gavotte, Gigue, Rigaudon - Gay, Rigaudon, Double, Menuet I. Alternativement Menuet II Menuet I Da capo, Passacaglia.


 

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