Gazzetta di Modena

Corale Rossini, festa in musica per i 130 anni

di Massimo Carpegna
Corale Rossini, festa in musica per i 130 anni

Un grande concerto per celebrare una storia ricca di trionfi, in Italia e all’estero. Il rapporto con Luciano Pavarotti

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MODENA. Correva l’anno 1887 e Re Umberto I di Savoia affidò la Presidenza del Consiglio a Francesco Crispi, figura di spicco del Risorgimento. Nello stesso anno, il 5 febbraio e al Teatro alla Scala di Milano, andò in scena la prima dell’Otello di Verdi e dalla penna di Arthur Conan Doyle nacque il personaggio di Sherlock Holmes.

In questo contesto storico, e nella piccola Modena che accolse festante il Re d’Italia in Piazza Grande, muoveva i primi passi l’Associazione Corale Gioachino Rossini: emblema di una terra che da sempre ama la musica.

Il nome della Rossini è indelebilmente legato a quello di Pavarotti, sia Fernando che Luciano, con quest’ultimo che sovente volle la corale sul palcoscenico accanto a lui. Era un gesto di riconoscenza, non solo per il battesimo musicale che l’Associazione gli offrì, ma anche per averlo sostenuto nei suoi primi anni di studio con Arrigo Pola e poi Ettore Campogalliani, che ne perfezionò il fraseggio e l’interpretazione. In un tempo in cui tradizioni, dialetto e sapori si confondono e svaniscono, la Corale conserva memoria intatta della sua identità, che è quella dei modenesi: popolo dai mille talenti, allegro, semplice e buongustaio. Ne è l’esempio la tradizionale festa “Sette note sotto le stelle” che dal 1984 conclude in allegria la stagione della Corale con un tripudio di tortellini, parmigiano, lambrusco e musica.

Con questo spirito del tutto emiliano e negli anni ’50, il periodo d’oro della Rossini, la Corale partì alla volta di Llangollen nel Galles e Cork in Irlanda per battersi con le migliori formazioni europee. I “nostri” vinsero a mani basse, mettendo in riga i coristi dei vari College e delle splendide cattedrali gotiche. Luciano era presente con il padre e sempre ricordò Llangollen come “La prima vittoria. La più cara!” che gli diede la forza per affrontare la difficile carriera di cantante d’opera. Seguirono tante altre vittorie in concorsi nazionali e internazionali, ma la Rossini non è solo testimone di un passato glorioso. Nel 2003 si esibì alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica; in Duomo nel 2007 per l’addio con Bocelli e Kabaivanska al suo ex-corista più illustre e nello stesso anno a Roma, a Palazzo Madama, su invito del Presidente del Senato Franco Marini. Nel 2013, per il Ravenna Festival e sotto la bacchetta di Riccardo Muti, si presentò insieme alla “Gazzotti” e alla “Puccini” di Sassuolo e tuttora prosegue ad inanellare successi in giro per l’Italia.

Questa è la Rossini che, oltre a Big Luciano, ha cantato con i più grandi nomi della lirica: Gino Bechi, Lina Pagliughi, Giuseppe Di Stefano, Maria Caniglia, Mirella Freni, Nicolaj Ghiaurov, Ruggero Raimondi, Mariella Devia, Raina Kabaivanska…

Oggi celebra i suoi 130 anni dalla fondazione, da quel 1887 in cui il feretro di Giochino Rossini fu traslato dal cimitero di Passy, sobborgo di Parigi, alla chiesa di Santa Croce in Firenze. Con tutti i propri organici si offre al pubblico modenese nel prestigioso spazio teatrale dedicato proprio al suo corista più celebre. Sul podio del Teatro Pavarotti, Luca Saltini con la collaborazione di Lucio Carpani e dell’Orchestra delle Terre Verdiane, ma non solo: a completare la proposta, la Giovane Rossini, curata da Francesca Nascetti, e i Serial Singers con Roberto Penta direttore e pianista. Questi valenti musicisti provengono dal Conservatorio cittadino e pure questo è un simbolo d’onore per l’Associazione, che in un tempo nel quale la cultura non è economicamente supportata come dovrebbe (ma lo è mai stata in Italia?) offre un’occasione di studio, d’esperienza e soprattutto di lavoro. L’altro è la gratuità dei concerti, presentati anche con l’apporto dispendioso di formazioni orchestrali e sempre di qualità per la scelta dei brani e il modo in cui sono preparati ed eseguiti con rigore e passione.

Questa sera, alle 21, i modenesi faranno sentire senz’altro il loro caldo abbraccio, nel segno di un fragoroso “grazie” per ciò che la Rossini ha saputo realizzare in più di un secolo per se stessa e Modena. Il programma, variegato e degno di un complesso di primissimo ordine, si articolerà nella prima parte con una selezione di classici della musica leggera e del gospel, eseguita dalla Giovane Rossini e dai Serial Singers; la seconda parte sarà dedicata alla lirica con arie celebri di Verdi, Puccini, Mozart, Bizet, Mascagni e Bellini intonate dalla Corale e dalle preziose voci soliste di Cristina Barbieri, Anna Maria Chiuri, Diego Cavazzin e Francesco Ellero D’Artegna, tutti sotto la bacchetta del direttore stabile Luca Saltini.

Ai giovani cantanti che vogliono respirare il profumo vero dell’opera lirica e tentare di seguire le orme di Luciano Pavarotti, i modenesi saprnno far sentire il calore dell’applauso, affinchè la Rossini non smetta mai d’essere il fiore all’occhiello della città, continuando a proporre concerti grandiosi.

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