Gazzetta di Modena

Concertistica, il sipario di Modena si alza con la bacchetta di Lonquich

di Massimo Carpegna
Concertistica, il sipario di Modena si alza con la bacchetta di Lonquich

Al via la Stagione concertistica al teatro Pavarotti di Modena. Con il Musikkollegium Winterthur un omaggio a Mendelssohn-Bartholdy. Poi altri otto appuntamenti per un cartellone di altissima levatura

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MODENA. Si apre domani, 7 ottobre, alle 21 la Stagione Concertistica del Teatro Comunale Luciano Pavarotti che, al pari di quella Lirica, propone titoli e artisti d’assoluto interesse e prestigio. L’onore toccherà a Alexander Lonquich alla guida del Musikkollegium Winterthur, una delle più antiche istituzioni musicali europee. Il concerto sarà un parziale omaggio a Felix Mendelssohn-Bartholdy, raffinato esponente del primo romanticismo con l’Ouverture dal Sogno di una notte di mezza estate e la Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 Italiana nella versione del 1834. A questi due monumenti sinfonici s’aggiungerà il Concerto in la minore op. 54 per pianoforte e orchestra di Robert Schumann che vedrà lo stesso Lonquich al pianoforte Steinway.

Il 21 ottobre sarà la volta de I Virtuosi Italiani, con Alberto Martini primo violino direttore, e soprattutto del magico violoncello di Mischa Maisky il “cittadino del mondo”, come ama definirsi. Il programma - oltre alla Sinfonia n. 49 in fa minore La Passione di Franz Joseph Haydn, la Holberg Suite di Edward Grieg e le Variazioni su un tema ebraico op. 47 di Max Bruch - vedrà il solista russo impegnato nel Concerto n. 1 in do maggiore di Haydn e nelle Variazioni su un tema rococò op. 33 di Pëtr Il'ič Čajkovskij del quale nel 2018 si festeggiano i 125 anni dalla morte. L’11 novembre ritorna protagonista il pianoforte con Krystian Zimerman e la Filarmonica Arturo Toscanini, sotto la bacchetta di Grzegorz Nowak, direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra di Londra. L’offerta concertistica affronta La carnaval romain Ouverture op.9 di Hector Berlioz e The Age of Anxiety Sinfonia n. 2 per pianoforte e orchestra di Leonard Bernstein, per concludersi con i delicati e nel contempo tellurici Quadri di una esposizione di Modest Mussorgskij nell’orchestrazione di Maurice Ravel.

A seguire, il 12 dicembre, un concerto tematico “Viva España!” proposto dall’Ukrainian Radio Symphony Orchestra-Kiev, diretta da Volodymr Sheiko e con Stefan Milenkovich violino solista. In una sarabanda di composizioni ispirate al folclore iberico, si potrà ascoltare il Capriccio spagnolo op. 34 di Nikolaj Rimskij-Korsakov, la Zingaresca op. 20 per violino e orchestra di Pablo De Sarasate, Tres danzas españolas di Enrique Granados, Notte d’estate a Madrid Ouverture spagnola n. 2 e il Capriccio brillante sulla Jota aragonese ouverture spagnola n.1 di Mikhail Glinka. Dopo la pausa natalizia, il teatro ospiterà fuori abbonamento, e il 27 gennaio, il Concerto Della Memoria e del Dialogo con musiche di Ludwig Van Beethoven, Friedrich Schwarz, Erich Wolfgang Korngold, Alexander Von Zemlinsky, Roberto Cima, Viktor Ullmann, Claudio Rastelli e Paolo Marzocchi, esplicitamente legate ai temi dell'esilio, dell'addio e della lontananza.

Il 10 febbraio salirà sul palcoscenico il Quartetto Zaide, giovane gruppo costituito da sole donne che in pochi anni ha raggiunto fama internazionale. Eseguirà il Quartetto per archi in re maggiore di César Franck e il Quartetto per archi in sol minore op. 10 di Claude Debussy per celebrarne i cent’anni dalla morte. Con il mese di aprile, il teatro cala due assi pigliatutto: la Royal Philharmonic Orchestra, con Pinchas Zukerman direttore e solista, e una delle più grandi pianiste viventi: Martha Argerich. Nel concerto del 18 aprile si potrà ascoltare Il cigno di Tuonela dalla Suite Lemminkäinen per orchestra op.22 di Jean Sibelius, il Concerto n.1 in sol minore op.26 per violino e orchestra di Max Bruch, i Sospiri op.70 e le Variazioni su un tema originale op.36 di Edward Elgar.

In quello del 26 aprile, con la Franz Liszt Chamber Orchestra e Gabor Takacs-Nagy direttore ad accompagnare la Algerich, l’Angelus! Prière aux anges gardiens di Franz Liszt, il Divertimento per archi SZ 113 di Béela Bartók, il Divertimento in re maggiore K. 136 per archi di Wolfgang Amadeus Mozart e il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore op. 19 per pianoforte e orchestra di Ludwing Van Beethoven. A chiudere la stagione l’8 maggio sarà Fawzi Haimor con la Württembergische Philharmonie con Los esclavos felices Ouverture di Juan Crisóstomo De Arriaga, il Triplo concerto in do maggiore op. 56 per pianoforte, violino e violoncello di Ludwing Van Beethoven e Sinfonia n. 6 in do maggiore D. 589 Die Kleine di Franz Schubert.


 

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