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Mercatini e caldarroste: la Sagra della Castagna compie quarant’anni

Mercatini e caldarroste: la Sagra della Castagna compie quarant’anni

Non servono grandi presentazioni quando si parla della Sagra della Castagna di Zocca. L'appuntamento è giunto quest'anno alla quarantesima edizione

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ZOCCA. Non servono grandi presentazioni quando si parla della Sagra della Castagna di Zocca. L'appuntamento, giunto quest'anno alla quarantesima edizione, richiamerà un pubblico di curiosi e amanti della tradizione montanara provenienti da tutta l'Emilia-Romagna (e anche da più lontano) per gustare castagne e marroni appena raccolti, oltre che tanti altri cibi della tradizione zocchese. Il via è previsto per domenica 8 ottobre, ma la manifestazione proseguirà anche per le due domeniche successive, con mercatini, animazioni di strada e stand gastronomici per tutti i gusti.

Al timone dell'iniziativa, anche quest'anno, la Pro Loco Zocchese, alle prese per la prima volta con le restrizioni imposte dalla circolare Gabrielli. Restrizioni che, aumentando la difficoltà per gli organizzatori, non hanno comunque impedito l'organizzazione dell'evento. «Siamo arrivati a tagliare il traguardo della quarantesima edizione - dice Enrico Righetti, portavoce dell'associazione - e la sagra sarà, come sempre, fedele alla tradizione, ma in evoluzione.

Abbiamo purtroppo dovuto constatare come molte manifestazioni siano state annullate in tutta la Regione per motivi di ottemperanza alle restrittive norme di sicurezza della circolare Gabrielli. Noi siamo felici di poter confermare lo svolgimento della Sagra della Castagna, grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale e di tutte le associazioni di volontariato che assieme alla Pro Loco contribuiranno a rendere la festa bella e sicura. L'appuntamento per gli appassionati del nostro pregiato frutto offrirà ai visitatori castagne e marroni declinati in qualsiasi tipo di pietanza, dal primo al dolce allo street food. I turisti potranno trovare le classiche caldarroste, le ballotte con il vin brulè, i castagnacci, le frittelle, la polenta, le torte».

Ma la sagra offrirà un menu variegato anche a coloro che non sono amanti delle castagne. «Si potranno gustare tutte le specialità del nostro Appennino, dalle crescenti in tigella ai borlenghi, e poi ciacci e polenta, e chi più ne ha più ne metta. E poi avremo intrattenimenti musicali e per bambini, e il mercatino dell'artigianato e del riuso. Insomma, tutto quello che si può desiderare per passare una giornata autunnale in compagnia, respirando aria di montagna. Se conoscete la sagra sapete che dovete tornare - scherza Enrico - ma credo siano pochi quelli che non la conoscono: ormai vantiamo più imitazioni della settimana enigmistica».

Federico Covili
 

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