ritmi latini e un libro
Al Vibra è la notte di Flaco
di Valentina Corsini
MODENA. Lo incontriamo a l’Erbavoglio, in zona Pomposa, nel locale che la figlia Veronica, 36enne, «modenese doc ma con la follia tipica cilena che alberga sempre in me» gestisce con il fidanzato da...
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MODENA. Lo incontriamo a l’Erbavoglio, in zona Pomposa, nel locale che la figlia Veronica, 36enne, «modenese doc ma con la follia tipica cilena che alberga sempre in me» gestisce con il fidanzato da un anno. Lui è un uomo che non avrebbe bisogno di presentazioni, perché nel 1974, quando sbarcò a Modena da esule cileno, fu il primo a colorare la nostra città dei calienti ritmi della musica latino americana diventando punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere.
Quarant’anni di vita trascorsi sotto la Ghirlandina non si dimenticano e Flacoleo Maldonado, per tutti semplicemente Flaco, nonostante sia tornato a vivere stabilmente in Cile da ormai cinque anni, ha radici ben salde e profonde in Terra geminiana.
E stasera, a partire dalle 21, le atmosfere calde e coinvolgenti tipiche della sua Terra, rivivranno al Vibra. Dove Flaco terrà una serata in cui oltre a suonare con alcuni companeros presenterà anche il suo libro - “Dal Cile all’Italia… e viceversa”, viaggio affascinante attraverso la sua infanzia in Cile, passando per l’esperienza italiana e modenese, fino ad un ritorno alle origini.
«Vivo ormai da tempo a Puerto Montt, detta “La Puerta” de la Patagonia cilena, dove rivesto il ruolo di responsabile degli eventi internazionali per il Comune della città - racconta Flaco davanti ad un buon calice di vino bianco - siamo stati con una delegazione a Madrid e a Barcellona, poi a Viareggio, dove abbiamo siglato un accordo per portare il loro carnevale da noi, e infine a Modena. Non solo per rivedere mia figlia, ma perché qui ho vissuto quarant’anni della mia vita e mi sento legato alla gente, ad ogni via e ad ogni muro della città. E stasera al Vibra suonerò alcuni pezzi latino americani insieme a degli amici musicisti, tra cui il tenore Juan Pablo Dupré che, con la fidanzata Christine Hucke, regista di Opera lirica, vive in città da ormai 4 anni. Ma ci raggiungerà un altro caro amico, Eugenio Gonzalez, anche lui cileno».
E poi la sua biografia. «Nel libro parlo dell’infanzia in Cile, del mio arrivo in Italia, dove ho lavorato con Dario Fo e Franca Rame, e poi Modena, dove invece insieme ad alcuni amici cileni, con il “Circo 1° Maggio”, suonavamo per le vie della città la musica latino americana, fino all’apertura del locale Florida. E infine il mio ritorno in Cile, perché la vita è così ricca di esperienze che non si vive solo una volta, ma più vite in una» dice infine Flaco, con quel sorriso simpatico e coinvolgente che conquista.
Quarant’anni di vita trascorsi sotto la Ghirlandina non si dimenticano e Flacoleo Maldonado, per tutti semplicemente Flaco, nonostante sia tornato a vivere stabilmente in Cile da ormai cinque anni, ha radici ben salde e profonde in Terra geminiana.
E stasera, a partire dalle 21, le atmosfere calde e coinvolgenti tipiche della sua Terra, rivivranno al Vibra. Dove Flaco terrà una serata in cui oltre a suonare con alcuni companeros presenterà anche il suo libro - “Dal Cile all’Italia… e viceversa”, viaggio affascinante attraverso la sua infanzia in Cile, passando per l’esperienza italiana e modenese, fino ad un ritorno alle origini.
«Vivo ormai da tempo a Puerto Montt, detta “La Puerta” de la Patagonia cilena, dove rivesto il ruolo di responsabile degli eventi internazionali per il Comune della città - racconta Flaco davanti ad un buon calice di vino bianco - siamo stati con una delegazione a Madrid e a Barcellona, poi a Viareggio, dove abbiamo siglato un accordo per portare il loro carnevale da noi, e infine a Modena. Non solo per rivedere mia figlia, ma perché qui ho vissuto quarant’anni della mia vita e mi sento legato alla gente, ad ogni via e ad ogni muro della città. E stasera al Vibra suonerò alcuni pezzi latino americani insieme a degli amici musicisti, tra cui il tenore Juan Pablo Dupré che, con la fidanzata Christine Hucke, regista di Opera lirica, vive in città da ormai 4 anni. Ma ci raggiungerà un altro caro amico, Eugenio Gonzalez, anche lui cileno».
E poi la sua biografia. «Nel libro parlo dell’infanzia in Cile, del mio arrivo in Italia, dove ho lavorato con Dario Fo e Franca Rame, e poi Modena, dove invece insieme ad alcuni amici cileni, con il “Circo 1° Maggio”, suonavamo per le vie della città la musica latino americana, fino all’apertura del locale Florida. E infine il mio ritorno in Cile, perché la vita è così ricca di esperienze che non si vive solo una volta, ma più vite in una» dice infine Flaco, con quel sorriso simpatico e coinvolgente che conquista.
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