Se il segno è di arguzia narrativa
di Michele Fuoco
Alla D406, in via Carteria, centinaia di opere grafiche, a china e matita, di Fausto Gilberti
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MODENA. La chiusura dello spazio espositivo, oltre un anno fa, in via Cardinal Morone, non vieta alla D406 di esistere come galleria che trova sempre nuovi luoghi per proporre le sue mostre dedicate ad artisti che hanno fatto del segno il loro linguaggio d'elezione. Ecco, allora, in via Carteria 42, fino al 7 novembre, la personale “il gomito dell'artista” di Fausto Gilberti che presenta centinaia di disegni, in bianco e nero, a china, realizzati negli ultimi 10 anni, da cui emerge una figura stilizzata, essenziale, di ludica e sorvegliata costruzione, di acuta naturalezza, mai sradicata dai toni quotidiani. Una figura che consente di guardare l'uomo nel più ampio ventaglio di situazioni. «Non un personaggio - sostiene l'artista bresciano - ma piuttosto la rappresentazione universale dell'uomo ridotto ai minimi termini». Un uomo, che pur con andamenti deformati, di tagliente arguzia, si offre come immagine di racconti differenti. E “la marea” di gente, del 2006, non può richiamare l'ondata di immigrazione, quasi giornaliera, sulle coste italiane, alla folla che protesta, alle grandi adunate per la rivendicazione di diritti dell'individuo e della società. Una parete accoglie una installazione di 150 immagini su carte, di dimensioni diverse, che indicano i legami che Gilberti sa stabilire con il cinema, la musica, la letteratura. Così l'artista scrive libri per adulti e bambini, li connota di immagini, come quelli riguardanti i grandi artisti del secolo scorso, tra cui campeggia Andy Warhol, di cui propone persino alcune opere. Si tratta di libri illustrati (Marcel Duchamp, Yves Klein, Jackson Pollock...) di successo, di divertita fantasia, nati per l'editore Corraini. Consensi editoriali anche per i ritratti di “Rockstars”, per i quali traccia la storia con vivace forza inventiva. Di gusto caricaturale sono le illustrazioni di 20 novelle del Decamerone, con tante figure disegnate e fatte vivere nella spregiudicatezza gioiosa della schietta gioventù, come le aveva concepite Boccaccio. Una serie di disegni a matita, dal titolo “materia grigia”, permettono un variegato viaggio tra chiese gotiche, paesaggi e animali. Da vedere anche i recentissimi collage con cenni di colore. Da segnalare che Gilberti è vincitore, nel 2007, del Premio Cairo alla creatività under 40. A Modena ha tenuto la personale “Per fare un libro ci vuole un tavolo” alla Delfini; ha partecipato, dal 2009, presso la galleria D406, alle collettive “il Mucchio Selvaggio”. Famosi i suoi omini per le edizioni Pulcinoelefante, in pochi esemplari (“L'uovo dell'eternità” di Alda Merini; “Aforismo con disegnino”...).
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