La divina Maria Callas: a Modena una mostra e un concerto
A Modena a quarant'anni dalla scomparsa si celebra il mito del soprano Maria Callas
MODENA. "Noi siamo cantanti, lei è un'epoca della lirica" Queste parole le ha pronunciate anni fa Raina Kabaivanska e la "lei" in questione è la divina Maria Callas. A quarant'anni dalla scomparsa del più grande soprano che abbia mai calcato le scene, Modena le dedica un week end con una mostra fotografica ed un concerto.
Le due iniziative sono a cura dell'Istituto Meme e dell'Università Popolare Gregory Bateson con il patrocinio del Comune e il sostegno di Bper.
La mostra è stata allestita nella Sala del Fuoco del Palazzo Comunale e sarà visitabile fino a sabato. Le 160 foto (con retro autografato dalla Callas) della prestigiosa Collezione Tamassia provenienti dall'archivio privato del soprano, sono state scelte e divise in quattro teche da Marco Galletti. «In queste immagini vediamo la trasformazione della Callas non solo come artista, ma anche come donna - ha spiegato il curatore - ho selezionato le foto delle eroine più famose portate da lei in scena come la Norma, la Traviata in una recita eseguita a Città del Messico, la Tosca e una Madama Butterfly particolare nella quale indossa un kimono che indossò a Chicago che furono utilizzate per la realizzazione delle copertine dei dischi».
Assieme alle foto sono esposte lettere scritte alla "divina" dal regista Luchino Visconti, suo fan delle prima ora sin dalla messa in scena de "I Vespri Siciliani" nel 1951 alla Scala. Nelle lunghe missive (anche 8 pagine) Visconti auspica di poter lavorare con lei colpito dall'enorme talento e carisma dell'artista. Questo sogno si avverò dando vita ad opere indimenticabili ed irripetibili.
La documentazione è unica, in cui le opere sono descritte nei minimi particolari. Le foto sono la versione visiva di ciò che verrà ascoltato nel concerto che si terrà il 28 ottobre alle 18.30 nella Sala di Rappresentanza (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Le arie come "Casta Diva", "O mio bambino caro", "Vissi d'Arte" ed altre ancora saranno interpretate dal soprano Maria Simona Cianchi accompagnata al pianoforte dal maestro Giuliano Ruggi e al flauto traverso dal maestro Matteo Ferrari. Le performance saranno intervallate con narrazioni concernenti la lettura della corrispondenza della Callas con Visconti grazie alle voci di Carlo Stanzani e di Roberta Frison. "Sono nata troppo sensibile, troppo fiera, troppo fragile", così si autodefinì Maria ed è proprio questo concetto che verrà veicolato durante la lettura dei brani.
«La vita della Callas ha aspetti straordinari, scanditi da sodalizi grandiosi nella sua carriera come quello con Visconti e quello con Zeffirelli - spiega la dottoressa Frison- ma è questa sua personalità complessa, questa sua fragilità come donna che vorremmo che passasse al pubblico».
Modena è la "Città del Bel Canto" legata in modo dissolubile a Luciano Pavarotti e non poteva non tributare un omaggio ad un altro astro così fulgido dell'opera lirica come è stata Maria Callas in un anno in cui cade una ricorrenza così importante.
La Collezione di Ilario Tamassia è talmente ricca ed importante che questa mostra è in contemporanea con Parigi al Grand Salon de la Seine Musicale. «Il mio desiderio è di far godere la gente di ogni particolare della vita di un essere così straordinario come fu Maria Callas - racconta Ilario Tamassia - c'è qualcosa di estremamente tenero nel vedere le sue forcine per i capelli, oggetti che la rendono così umana, affiancati da altri che ne narrano il mito immortale perché come disse la Callas ad una cena: "La morte non esiste. Esiste solo la vita. Io non morirò mai".
Maria Vittoria Melchioni
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