Gazzetta di Modena

La street art di Bellei in galleria

di Michele Fuoco
La street art di Bellei in galleria

Nello spazio di Annovi composizioni murali e quadri del ventiduenne artista di Sassuolo

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SASSUOLO. Le prime esperienze sui muri delle periferie urbane, di case e fabbriche abbandonate a Sassuolo, Modena e altre località. Così Andrea Bellei, in arte ABVA, ha iniziato a fare arte come "writer", con i graffiti tracciati con bombolette spray che, nelle forme della scrittura (lettere dell'alfabeto, parole, frasi), si ponevano come motivo di protesta contro il potere, lo scempio dell'ambiente, la violenza dell'uomo sull'uomo, contro quelli che non amano la pace e alimentano l'odio. Un linguaggio capace di richiamare la responsabilità dell'uomo a rispettare il suo simile e l'ambiente in cui vive. Ma l'artista ventiduenne di Sassuolo, che ha voluto confrontarsi da ragazzo con ciò che accade in Honduras, a Buenos Aires, e con la cultura a diversi livelli (è prossimo alla laurea in businnes and economics all'Università di Bologna) ha voluto portare il suo lavoro di street art in galleria, dallo spazio aperto a quello chiuso, proprio come è accaduto a Bologna, presso il Museo Genus Bononiae, che ha ospitato la mostra di street art, anche se con qualche dissenso. Ecco allora la sua opera accedere alla galleria Annovi, in via Radici in Piano, dove Bellei non dimentica l'attività di autore di murales, intervenendo sulle pareti con una grande immagine, dal titolo "Self-portrait", con richiami alla scellerata azione dell'uomo che ha spezzato i legami con la natura , mentre li tesse ancora con il cemento, l'artificialità delle cose. Nella stessa opera s'impone una intricata struttura geometrica, quasi ad indicare percorsi personali e collettivi.

La grande composizione verifica anche la possibilità del giovane artista di attraversare vari linguaggi, dal figurativo all'astratto geometrico, di rigorosa architettura, da scoprire pure in una ventina di quadri ad acrilico realizzati con pennello per questa occasione, tre dei quali connotano un'altra composizione murale, dove il fondo informale è stato eseguito a più mani, ricordando "l'antica" condivisione creativa della street art. I motivi riguardano una figura umana che pare esplodere per il troppo accumulo di nozioni, di informazioni, e un'altra creatura di raccoglimento e riflessione che dai libri pare spiccare il volo per l'acquisizione di una vera cultura. In questo modo il pensiero di Michel de Montaigne, che sosteneva che è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena, manifesta la sua perenne attualità. Bellei innesca, in una sintesi di pensiero e immaginazione, un linguaggio che alimenta una rete di conoscenze che riconducono a motivi interiori, a temi sociali, all'esitenza dell'uomo.

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