Gazzetta di Modena

La linea verde di Mazzoli con Binet e Lee

di Michele Fuoco
La linea verde di Mazzoli con Binet e Lee

Un francese e un americano in mostra alla galleria di via Nazario Sauro

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MODENA. Emilio Mazzoli ha affidato al figlio Francesco la cura delle nuove proposte della galleria, in via Nazario Sauro. Ed ecco le mostre, fino al 15 novembre, di due giovani stranieri che, per la prima volta espongono i loro lavori in Italia: il francese Jonathan Binet e l'americano Jason Matthew Lee. Due modi di fare arte a confronto, con Binet autore di quadri che, nel carattere trasgressivo, di decomposizione, decostruzione e recupero di elementi, si fanno testimonianza di mutazioni commisurate con le inquietudini, le speranze del nostro tempo; e con Lee che propone opere dove la pittura sposa la computer graphic.

I quadri di Binet nascono in un recupero di vita da dipinti del passato "resuscitati, e brutalmente divelti, sfondati, smembrati e infine - sostiene Michele D'Aurizio - incorniciati in un telaio di ferro". Un'operazione di metamorfosi che consente, in un processo di astrazione dai dati oggettivi dei materiali, una sorta di decantazione dell'immagine che avviene nelle forme di rottura del mondo delle apparenze, manifestando una forte autonomia rispetto a modelli precostituiti. Una frammentazione in elementi che si offrono come forme di genesi, del divenire della nuova opera che ha qualcosa di aperto, incompiuto e misterioso, con possibilità espressive sconosciute. Il trentatreenne artista di Lione pare lavorare, tra gestualità e razionalità persino geometrica, su frammenti di senso, spaziando in un gioco di variazioni, determinate dal colore acrilico informale, dalla materialità della tela "ferita", del ferro, del legno, della bomboletta spray, che caricano l'opera di una sapiente proliferazione di energia inventiva, di motivi di estrema concentrazione di essenzialità.

Molteplici i percorsi che scaturiscono, nelle opere di Lee, dalla scelta di tecniche e strutture e dal loro accostamento, attraverso accorti e differenziati interventi e combinazioni di materiali a più strati. Dal dispiegarsi del vigore dei segni e dei materiali, dal loro combinarsi e comporsi, risulterà la forza di esistenza dell'immagine. Si stabilisce un sistema di rapporti che si aggregano in nessi analogici o spiazzanti, assommando aspetti diversi di una ricerca in una direzione a più sistemi di intrecci. L'opera è da cogliere nella sua totalità ma, pur nella sua complessità, si offre a prospettive analitiche e ad esplorazioni in profondità, perché si sviluppa su più piani nutrendosi, su un supporto in tela o pannello in alluminio, di libera manifestazione cromatica sostenuta dalla pittura spray, di immagini fotografiche di manipolazione digitale, con memorie informatiche e psichedeliche, di graphic design con i segni di un variegato tessuto che si trama di assidue invenzioni linguistiche.

Per il ventottenne artista di Chicago è la maniera moderna di crearsi un proprio stile, in una confluenza di diversi saperi. Intensa la tensione iconografica di un complesso alfabeto, dietro il quale si intravedono infinite opportunità di lettura, di evocazioni, di racconto, di messaggi passati attraverso il filtro degli esiti anche più recenti dell'informatica, di nuove strategie conoscitive.

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