Mauro Levrini: nella mia musica la tradizione popolare italiana
A Modena concerto-evento di Mauro Levrini e la sua orchestraalla Polisportiva Modena Est
MODENA. Concerto-evento di Mauro Levrini e la sua orchestra il 31 ottobre (dalle 21) alla Polisportiva Modena Est che vedrà come ospite la cantante Francesca Mazzuccato. Ingresso 10 euro. Levrini, cantante, autore e show man, è uno dei personaggi più importanti del mondo della “musica da ballo”. Un universo che conta un numero impressionante di fan. Mauro Levrini è nato a Modena da una famiglia emiliana con profonde radici nel mondo dello spettacolo e della musica: il padre era attore di teatro e suonava il violino, il nonno era tenore. A 7 anni inizia a studiare chitarra, ma la maestra lo dirotta presto al canto. Dopo aver fatto incetta di concorsi Mauro viene scritturato a 15 anni dalla celebre orchestra del pianista modenese Sergio Boni.
«Ci si esibiva a Rimini per tre giorni a settimana durante i week end - ricorda il cantante modenese - Il pubblico era diverso e molto internazionale, come il repertorio che si doveva proporre. È stata una grande scuola di vita e disciplina professionale, una grande palestra di versatilità e impegno, come forse non ce ne sono più». Poi a 18 anni Mauro passa all’Orchestra di Orietta Delli, dove rimane per cinque anni come cantante solista. Finalmente, nel 1987, forte di un solido rapporto con il palco (oltre ad aver accumulato tanta esperienza), Mauro Levrini fonda il suo gruppo e pubblica il primo album di inediti, dimostrando un notevole spirito imprenditoriale e soprattutto la voglia di trovare una strada originale e personale in un mondo che non rinnegherà mai, ma di cui vede, meglio di chiunque altro, la limitazione imposta dall’abitudine di proporre cover e non inediti. Mauro Levrini diventa quindi imprenditore di se stesso: manager, agenzia, editore, discografico, produttore e tiene oltre 300 concerti all'anno. «Se proprio dovessi darmi una definizione - specifica - direi che sono uno degli ultimi, se non l’ultimo, vero cantante di tradizione italiana. Quella figura che una volta trovava la sua perfetta incarnazione in Massimo Ranieri o Claudio Villa e ora non esiste più. Faccio canzoni pop, molto più pop di quello che ci si potrebbe aspettare nell’ambiente delle sale da ballo. Ma il mio repertorio originale piace e dopo 20 anni e posso dire che è stata una scelta giusta».
Nicola Calicchio
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