SABATO UN CONVEGNO
Il Seminario di Nonantola una storia di quattrocento anni
di Beppe Manni
NONANTOLA. Sabato 4 novembre nei locali dell’ex Monastero di Nonantola ci sarà un “Incontro degli ex Alunni del Seminario di Nonantola”. Nella mattinata tre brevi relazioni: “La Chiesa Cattolica...
2 MINUTI DI LETTURA
NONANTOLA. Sabato 4 novembre nei locali dell’ex Monastero di Nonantola ci sarà un “Incontro degli ex Alunni del Seminario di Nonantola”. Nella mattinata tre brevi relazioni: “La Chiesa Cattolica davanti alla Riforma” di Tiberio Guerrini docente di Storia medievale; “Il Seminario di Nonantola nel 900” di Riccardo Fangarezzi direttore dell’Archivio Abbaziale; “Il Seminario di Nonantola e Villa Emma” di Gino Malaguti dirigente scolastico. Saranno presenti don Erio Castellucci, vescovo di Modena e abate di Nonantola; don Alberto Zironi priore del capitolo abbaziale, don Federico Pigoni rettore del Seminario di Modena. Seguirà il racconto di esperienze personali. È prevista una pubblicazione. Il convegno è aperto a tutti; è un’occasione per conoscere finalmente una importante pagina della storia modenese.
Il Seminario di Nonantola è stato, secondo Corradi, il primo seminario fondato nel 1567 da San Carlo Borromeo. Era l’abate commendatario dell’Abbazia, grande esecutore dei dettati del Concilio di Trento. Fondò i seminari, cioè scuole teologiche per formare un clero dotto e virtuoso. Fu ospitato nel monastero benedettino. Dal 1907 è solo seminario minore. Insieme all’altro seminario di Fiumalbo, fondato dal Duca Francesco IV nel 1820, accoglieva i primi cinque anni del Ginnasio. Nella provincia c’erano altre due seminari: a Finale a Carpi. Gli studi dei tre anni di filosofia e i quattro di teologia si tenevano nel seminario Maggiore di Modena. Il seminario di Nonantola chiude nel 1972 e i pochi studenti del ginnasio sono trasferiti nel seminario di Modena.
I seminari, quelli minori e quelli maggiori, sono stati un importate luogo di formazione religiosa e intellettuale per migliaia di giovani che sono passati sui banchi delle aule scolastiche. Non tutti diventarono preti, ma il seminario fu una vera scuola popolare che attraverso una educazione rigida e severa allo studio, alla disciplina e alla preghiera, permise a ragazzi del popolo, prevalentemente figli di contadini, di fare un salto di classe sociale e raggiungere un diploma o una laurea e ricoprire ruoli importanti nella cultura modenese.
Solo dall'inizio del ‘900 sono passati tra le camerate del seminario abbaziale, circa 1500 seminaristi. Sarà interessante ascoltare, a completamento delle relazioni, la loro testimonianza e il ruolo avuto sul nostro territorio. Nonantola è un luogo magico carico di storia: negli ultimi anni ha riscoperto le gloriose pagine del suo passato: il monastero benedettino fondato da S. Anselmo nel 752, l’Abbazia romanica con la sua stupenda cripta, la Partecipanza voluta dall’Abate Gotesclco nel 1058; lo straordinario Museo Benedettino con i suoi tesori e le pergamene uniche; e poi la luminosa pagina di villa Emma, e la Scuola popolare di don Beccari a Rubbiara.
Il Seminario e le migliaia di giovani seminaristi che lo frequentarono erano stati dimenticati. Il convegno del 4 Novembre è senz’altro un risarcimento dovuto.
Il Seminario di Nonantola è stato, secondo Corradi, il primo seminario fondato nel 1567 da San Carlo Borromeo. Era l’abate commendatario dell’Abbazia, grande esecutore dei dettati del Concilio di Trento. Fondò i seminari, cioè scuole teologiche per formare un clero dotto e virtuoso. Fu ospitato nel monastero benedettino. Dal 1907 è solo seminario minore. Insieme all’altro seminario di Fiumalbo, fondato dal Duca Francesco IV nel 1820, accoglieva i primi cinque anni del Ginnasio. Nella provincia c’erano altre due seminari: a Finale a Carpi. Gli studi dei tre anni di filosofia e i quattro di teologia si tenevano nel seminario Maggiore di Modena. Il seminario di Nonantola chiude nel 1972 e i pochi studenti del ginnasio sono trasferiti nel seminario di Modena.
I seminari, quelli minori e quelli maggiori, sono stati un importate luogo di formazione religiosa e intellettuale per migliaia di giovani che sono passati sui banchi delle aule scolastiche. Non tutti diventarono preti, ma il seminario fu una vera scuola popolare che attraverso una educazione rigida e severa allo studio, alla disciplina e alla preghiera, permise a ragazzi del popolo, prevalentemente figli di contadini, di fare un salto di classe sociale e raggiungere un diploma o una laurea e ricoprire ruoli importanti nella cultura modenese.
Solo dall'inizio del ‘900 sono passati tra le camerate del seminario abbaziale, circa 1500 seminaristi. Sarà interessante ascoltare, a completamento delle relazioni, la loro testimonianza e il ruolo avuto sul nostro territorio. Nonantola è un luogo magico carico di storia: negli ultimi anni ha riscoperto le gloriose pagine del suo passato: il monastero benedettino fondato da S. Anselmo nel 752, l’Abbazia romanica con la sua stupenda cripta, la Partecipanza voluta dall’Abate Gotesclco nel 1058; lo straordinario Museo Benedettino con i suoi tesori e le pergamene uniche; e poi la luminosa pagina di villa Emma, e la Scuola popolare di don Beccari a Rubbiara.
Il Seminario e le migliaia di giovani seminaristi che lo frequentarono erano stati dimenticati. Il convegno del 4 Novembre è senz’altro un risarcimento dovuto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
